RIGASSIFICATORE

Rigassificatore, "Giani si dimetta da commissario"

La richiesta del coordinamento Art. 1 - Camping Cig per non portare avanti le procedure necessarie ad ottenere la proroga per il rigassificatore

"Nessuna compensazione potrà ripianare il danno economico, ambientale ed il pericolo rappresentato nel nostro porto dal rigassificatore", così il coordinamento Art. 1 Camping Cig ha commentato le recenti posizioni espresse dal sindaco di Piombino Francesco Ferrari e dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. 

"Il rigassificatore è stato portato qui da Draghi e confermato da Meloni. Giani è stato il fedele ed efficiente esecutore della volontà di entrambi. Abbiamo invitato il sindaco ad essere coerente e fare pressione verso il suo governo annunciando la volontà di dimettersi nel momento in cui Meloni accettasse la proroga, oggi rivolgiamo a Giani l'invito a dimettersi immediatamente da Commissario per non portare avanti le procedure necessarie ad ottenere la proroga! Comunque se a Piombino il rigassificatore lo ha messo Giani ben sapendo che dopo era difficilissimo toglierlo, oggi la responsabilità della sua permanenza è tutta di Meloni e della destra". 

"Non è assolutamente vero che non si può spostare, - hanno proseguito - nelle stesse carte di Snam è previsto. Non ci sono scuse se il Governo vuole può spostarlo. Per noi poi andrebbero eliminate le fonti fossili per puntare sulle rinnovabili". 

"Piombino come tante altre volte si trova a subire quello che altri hanno scelto non nel nostro interesse e nemmeno di quello dell'Italia. - hanno commentato - Il nostro porto oltre ad ospitare il rigassificatore che ne blocca lo sviluppo diviene punto di riferimento per il traffico di armi che alimentano le guerre. Dobbiamo reagire e batterci per un progetto di rilancio che nasca dalle nostre esigenze e non dalle imposizioni di chi ci considera meno che nulla. Vogliamo tornare a produrre acciaio ecocompatibile ma non per fabbricare armi".