Politica

Punto nascita, "Intervenire su norme nazionali"

Piombino Domani ha spiegato il perché del no alla mozione di Fratelli d'Italia in Consiglio

Il Consiglio comunale di Piombino ha approvato a maggioranza nell’ultimo consiglio la mozione di Fratelli d'Italia per chiedere alla Regione Toscana di riaprire il Punto Nascita dell'Ospedale di Villamarina. 

"Come gruppo consiliare di minoranza, insieme alle altre opposizioni, abbiamo votato contro non perché il tema non meriti attenzione, al contrario, ma perché il testo è politicamente strumentale, tecnicamente impreciso su passaggi cruciali, e non rappresenta lo strumento più efficace per ottenere i risultati che le donne e le famiglie di questo territorio meritano davvero", hanno commentato da Piombino Domani chiarendo la loro posizione nel dibattito aperto nei giorni scorsi (leggi qui l'articolo collegato).

"Si tratta di una mozione presentata da Fratelli d'Italia, il partito che guida il governo del Paese. È una circostanza che non è possibile ignorare. Il principale ostacolo normativo al ripristino del Punto Nascita di Piombino è la soglia dei 500 parti annui, fissata dall'Accordo Stato-Regioni del 2010 — un accordo che il governo Meloni potrebbe riaprire in sede di Conferenza Stato-Regioni quando lo ritiene opportuno. Non è mai accaduto, nonostante le promesse degli anni passati. - hanno proseguito - Una mozione che chiede al sindaco di sollecitare la Regione Toscana, senza che i consiglieri firmatari si impegnino a sollecitare i propri parlamentari nazionali affinché il governo riveda quella norma, è una mozione a metà. Anzi, è una mozione che scarica su un unico livello istituzionale, la Regione, responsabilità che appartengono a una catena molto più complessa. Questo non è utile ai cittadini. È utile alla propaganda".

"Gli investimenti promessi dalla Regione Toscana nel 2019-2020 come compensazione della chiusura del Punto Nascita, a partire dalla sala parto dedicata alle emergenze ostetriche, non sono stati completati e su questo è giusto approfondire. Ma il modo giusto per affrontare il tema non è una generica richiesta di rivalutare la chiusura ma una richiesta puntuale, con tempi certi e impegni verificabili, sul completamento delle opere promesse. Su un testo così costruito saremmo stati disposti a lavorare insieme ma questo non è stato possibile, considerando anche la bocciatura degli emendamenti proposti da Rifondazione comunista. - hanno sottolineato da Piombino Domani - Il disagio dei cittadini esiste. Il grido di allarme sulla carenza di personale, sulle difficoltà di accesso ai servizi materno-infantili è reale e non va minimizzato. Ma trasformare questo disagio in un'operazione politica che individua un solo colpevole, la Regione, senza nominare le responsabilità del governo nazionale sul finanziamento del SSN, sulla definizione degli organici e sulle politiche sanitarie, non risolve nulla. Rischia solo di fornire ai cittadini una rappresentazione semplicistica di problemi che sono strutturalmente più complessi. Ciascuno si assuma le proprie responsabilità: il Governo nazionale per il finanziamento del SSN, la definizione degli organici e le norme che regolano i requisiti minimi dei Punti Nascita. La Regione per la programmazione sanitaria. Le Aziende sanitarie per la gestione dei servizi. I Comuni per la rappresentanza dei bisogni del territorio". 

Dunque per Piombino Domani lecito chiedere conto alla Regione degli impegni non mantenuti, ma doveroso sarebbe stato anche sollecitare il Governo nazionale a riaprire quella norma del 2010 che è il vero ostacolo strutturale.