Arcigay Piombino Rainbow APS, associazione LGBTQIA+ autonoma della Val di Cornia affiliata ad Arcigay APS, continua il lavoro avviato sul territorio dal 2019. Per dare continuità e forza a questo percorso, il Consiglio Direttivo ha definito ruoli e deleghe operative. Abbiamo così deciso di intervistare la presidente Carla Maestrini.
Per iniziare, raccontaci brevemente la storia di Piombino Rainbow e qual è la sua missione principale nel contesto territoriale attuale? Quale rapporto con le altre associazioni LGBTQIA+ a livello provinciale? Quali sono i pilastri fondamentali su cui lavorate quotidianamente?
La nostra storia è un percorso di crescita e di partecipazione: siamo nati come gruppo di lavoro di Arcigay Livorno in Val di Cornia, ma oggi siamo un’associazione autonoma a tutti gli effetti. La nostra missione è semplice ma riteniamo fondamentale: rendere la Val di Cornia un territorio più giusto, costruendo spazi pubblici sicuri, visibili e accoglienti per tuttə e lottando contro ogni forma di discriminazione e odio. I nostri pilastri sono la visibilità, la formazione e la creazione di reti solide con scuole, famiglie, istituzioni e altre realtà associative. È un lavoro quotidiano di sensibilizzazione culturale e politica.
Come intercettate i bisogni della comunità locale? Organizzate iniziative e percorsi? Offrite anche servizi specifici?
Proprio perché crediamo fermamente nell’importanza della presenza sul territorio, da anni organizziamo percorsi di formazione e divulgazione, collaborando attivamente con le istituzioni e le altre associazioni. Intercettiamo i bisogni attraverso momenti di socialità e cultura: abbiamo alle spalle tre edizioni del Rivellino Pride Party e quest’anno dal 2 al 5 Luglio organizzeremo la terza edizione del Piombino Rainbow Pride Fest nella Pinetina di Riotorto, in collaborazione con il Comune di Piombino tramite la Rete Ready: quattro serate dove cibo e musica si intrecciano ad approfondimenti e sensibilizzazione sulle tematiche LGBTQIA+. Per un contatto più informale e settimanale, ci sono i nostri AperiPride al Circolino Arci del Cotone ogni venerdì sera: è lì che organizziamo iniziative culturali, ascoltiamo le storie delle persone e facciamo comunità.
Il dibattito politico spesso si concentra sulle famiglie arcobaleno, quali difficoltà concrete riscontrano oggi queste famiglie? Più in generale, quali sono i diritti ancora mancanti e le urgenze legislative?
Viviamo un momento storico in cui i diritti vengono costantemente messi in discussione e la violenza, anche verbale, purtroppo diventa linguaggio comune. Per noi è fondamentale ribadire che la vera urgenza è uscire dall'isolamento: come diciamo sempre, "nessunə si salva da solə". Il tesseramento per noi è proprio questo: scegliere da che parte stare per sostenere una presenza concreta che lotti per colmare questi vuoti legislativi. Le famiglie arcobaleno sono state attaccate duramente da questo governo con provvedimenti che riteniamo profondamente ingiusti e discriminatori. Anticipo che ne parleremo anche al Piombino Rainbow Pride Fest di Luglio.
Il Pride è stato definito una "rivolta" o un momento di visibilità necessaria. Cosa rappresenta oggi per voi, in vista dell'iniziativa di Luglio 2026?
Per noi il Pride è il momento di rivendicazione politica, ancora necessaria, perché permette alla comunità di farsi vedere e di stare insieme "senza chiedere permesso", trasformando la visibilità in una festa collettiva di libertà e consapevolezza. Di fronte a chi vorrebbe ricacciarci nel buio, riteniamo fondamentale opporre uno spazio sicuro, quattro giorni gratuiti e all'aperto dove la visibilità diventa cultura, incontro e gioia condivisa.
Quindi, in attesa dell’appuntamento di Luglio a Riotorto, ogni venerdì l’AperiPride al circolo Arci del Cotone. Aperto intanto il tesseramento 2026: 10 euro/anno oppure 11 euro se effettuato online su arcigay.it/piombino. Sui social l’aggiornamento di tutte le iniziative attive in Val di Cornia.