Un esemplare di grampo (Grampus griseus) è stato rinvenuto spiaggiato a fine Ottobre in località Perelli, nel Comune di Piombino. A seguito della segnalazione inviata da un cittadino all’Ufficio Circondariale Marittimo – Capitaneria di Porto di Piombino, il personale di Arpat è intervenuto per il recupero del cetaceo, provvedendo al successivo trasferimento presso la sede di Pisa dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana.
L’esemplare, un giovane maschio lungo 2,35 metri e del peso di 137 chilogrammi, è stato sottoposto a necroscopia, ma, dato che l’esame anatomo-patologico non ha evidenziato lesioni particolarmente rilevanti, la causa del decesso non è stata ancora accertata. Tra gli altri elementi acquisiti dai veterinari di IZSLT, è emerso che, nonostante lo spessore di grasso sottocutaneo fosse ancora notevole (più di 3 cm), l’esemplare era probabilmente debilitato e non si nutriva da alcuni giorni, non avendo residui di cibo negli stomaci né nell’intestino e con una importante parassitosi a carico degli stessi. Gli esiti degli esami virologici, batteriologici, chimici ed istologici potranno confermare o meno la presenza di qualche patologia concomitante.
Come spiegato da Arpat, quello rinvenuto è un cetaceo piuttosto raro e non facile da osservare, benché sia una delle otto specie che popolano il Santuario Pelagos e, quindi, le acque toscane. Dal 2006 ad oggi, Arpat ha rilevato solo 7 esemplari spiaggiati (nella Banca Dati nazionale sono registrati 18 esemplari spiaggiati in Toscana nel periodo 1987-2026), tra i quali si ricordano due esemplari femmine trovate a Viareggio nel 2012, probabilmente madre e figlia.
Questa specie di delfino, che raggiunge i 3,5 metri di lunghezza e il peso di 400 chili, predilige le acque profonde di zone in cui il fondale è più scosceso e in corrispondenza di canyon sottomarini, dove va a cacciare i cefalopodi, come i calamari, di cui si nutre. Ha una colorazione grigio chiaro con molte graffiature bianche, irregolari, soprattutto nella regione della testa, che lo rendono ben riconoscibile. Queste graffiature bianche, che tendono ad aumentare con l’età, in genere sono causate dai denti di altri grampi, compagni di gioco o avversari in combattimento, all’interno del gruppo sociale, ma possono provenire anche da morsi di calamari. L’esemplare recuperato a Piombino mostrava pochi “graffi” e solo sulla testa, segno di giovane età, ma erano presenti alcune cicatrici circolari lungo tutto il corpo, probabili segni di calamari predati.
A conclusione delle analisi, lo scheletro dell’esemplare verrà recuperato da WWF Toscana e sarà ospitato presso Casa Pelagos, allestimento museale interattivo, ospitato nello storico Casale Spagnolo della Giannella, nell’Oasi WWF e Riserva Naturale di Orbetello (GR), una delle aree più ricche di biodiversità della costa tirrenica e punto più ad est dell’intero Santuario dei Cetacei.