"Trovo agghiacciante che, in un momento in cui omofobia e transfobia stanno riesplodendo nel Paese e continuano a produrre violenza, discriminazione e morte, il consigliere comunale di Piombino Davide Anselmi (FdI) se la prenda con la Rete Re.A.Dy. e con i progetti che servono esattamente a contrastare tutto questo. Se si attaccano le iniziative nate per contrastare e prevenire le discriminazioni, significa che si sta dalla parte delle discriminazioni. E di questo ci si dovrebbe vergognare".
Così l'assessora regionale Alessandra Nardini è intervenuta replicando al post pubblicato su Facebook dal consigliere comunale di Fratelli d'Italia a Piombino Davide Anselmi.
Nei giorni scorsi il consigliere ha evidenziato che la Toscana ha stanziato 300mila euro per l'agenza Lgbtqia+. "La Giunta comunale decise di aderire alla Rete RE.A.DY anni fa, a seguito del voto del consiglio comunale, atto cui io votai contro convintamente, ma questa è storia oramai. - si legge nel posto di Davide Anselmi sui social - Sulla base di tale adesione, con delibera di giunta comunale (n.175 del 22/06/26), quest'anno viene destinato un contributo regionale di 1.428,57 euro al progetto "Piombino Rainbow Pride Fest 2026" promosso da Arcigay Piombino Rainbow APS, che si svolgerà alla pinetina di Riotorto dal 2 al 5 Luglio. La Regione Toscana ha stanziato 300.mila euro complessivi per il biennio 2025-2026 a favore delle amministrazioni aderenti alla Rete RE.A.DY. Non sono cifre modeste, ma anche lo fossero è un problema di principio. Quelle risorse provengono dalle tasse pagate da tutti i cittadini toscani e ritengo che non debbano essere utilizzate, nemmeno indirettamente attraverso il Comune, per finanziare iniziative che rappresentano una precisa visione culturale e politica. Il Comune deve essere la casa di tutti, con l'adesione alla rete Ready, diviene megafono di una parte. Esiste la centralità del principio di neutralità istituzionale, cioè si ritiene che il Comune debba promuovere il principio costituzionale di uguaglianza previsto dall'articolo 3 della Costituzione, senza aderire a reti tematiche riferite a specifiche categorie. Da tempo sostengo che il Comune non dovrebbe patrocinare né finanziare manifestazioni riconducibili a una determinata impostazione culturale. La neutralità delle istituzioni è un valore che va difeso. La Rete RE.A.DY è oggetto di discussione perché promotrice di un'agenda culturale che comprende temi come genitorialità omosessuale, gestazione per altri, identità di genere e percorsi di educazione affettivo-sessuale nelle scuole. Temi discutibili sul piano politico, ma che non dovrebbero diventare, obtorto collo, l'indirizzo culturale di un'amministrazione comunale. Il Governo nazionale, proprio su questi argomenti, ha introdotto regole più rigorose, rafforzando il ruolo delle famiglie e il principio del consenso informato nelle attività scolastiche. C'è chi ha scelto di uscire dalla Rete RE.A.DY, tra questi anche Pisa nel 2018. Per questo ritengo che anche Piombino debba aprire una seria riflessione sull'opportunità di revocare l'adesione alla Rete RE.A.DY.".
Sconcerto da parte
Esprimiamo profondo sconcerto per le dichiarazioni del consigliere Davide Anselmi, Fratelli d'Italia, contro l'adesione di Piombino alla Rete RE.A.DY e il contributo regionale al nostro Pride Fest.
"Più che un’analisi amministrativa, l'intervento del consigliere appare come un manifesto ideologico e divisivo, che denota una grave miopia su cosa significhi governare un territorio", hanno risposto da Arcigay Piombino Rainbow APS esperimento sconcerto per i contenuti del post contro l'adesione di Piombino alla Rete RE.A.DY e il contributo regionale al nostro Pride Fest.
"Ridurre la Rete RE.A.DY a una fantomatica agenda LGBTQIA+ significa ignorare che il suo scopo è contrastare le discriminazioni. Il consigliere cita l’Articolo 3 della Costituzione per invocare la neutralità, ma ne ribalta il senso: la Repubblica ha il dovere di rimuovere gli ostacoli che limitano l'uguaglianza. Un Comune è la casa di tutte e tutti quando tutela le minoranze, non quando si volta dall'altra parte. Difendere i diritti di qualcuno non toglie niente a nessuno: allarga solo la dignità. Sconvolge, inoltre, che si sollevi una polemica simile a pochissimi giorni dal brutale omicidio di Mirko, ucciso dal padre solo perché gay. Di fronte a questa violenza cieca, come si può definire discutibile l'impegno delle istituzioni contro l'odio omotransfobico? I vuoti normativi si pagano sulla pelle delle persone. I progetti di sensibilizzazione e i luoghi sicuri non sono un capriccio culturale: salvano le vite. Governare una città significa considerare la comunità nella sua interezza, non solo chi ha votato per questa o quella maggioranza. Il Comune appartiene anche alle persone LGBTQIA+ che in Val di Cornia vivono, lavorano e pagano le tasse. La politica vera costruisce ponti, non scava fossati. Ringraziamo, quindi, l’Amministrazione comunale di Piombino per aver fino ad oggi difeso l'adesione alla Rete RE.A.DY e sostenuto i progetti che sono stati proposti. È la prova che i diritti umani possono e devono superare gli steccati di partito. Questi temi sono divisivi solo per chi rifiuta l'idea che tutti gli esseri umani abbiano lo stesso valore. Rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche e civili della città: uniamoci contro ogni forma di odio. Noi non faremo un solo passo indietro. Vi aspettiamo dal 2 al 5 Luglio alla Pinetina di Riotorto per rispondere al buio dei pregiudizi con la luce della conoscenza e della nostra comunità".
La questione sollevata a Piombino ha raggiunto il piano regionale, con l'intervento dell'assessora Nardini. "Anselmi parla di agenda LGBTQIA+, della Rete Re.A.Dy come megafono di una parte, ma la verità è che i suoi, come del resto quelli della destra che ascoltiamo da anni, sono deliri ossessivi. Non esiste un'agenda, come non esistono una lobby LGBTQIA+ o una teoria gender. Esiste l’impegno orgoglioso della Regione Toscana e delle Pubbliche Amministrazioni aderenti alla rete nazionale RE.A.DY. per costruire una società in cui nessuna persona debba avere paura o essere discriminata per chi è, per chi ama e per la famiglia che decide di costruire. I soldi pubblici investiti per superare la cultura patriarcale e le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, salvano vite umane. Questa destra, invece, è un pericolo per la libertà e persino per l'incolumità di migliaia di persone in questo Paese. Una verità ogni giorno più evidente", ha concluso.