"L'annuncio dell'Amministratore Delegato di Snam riguardo alla richiesta di una proroga di 30 mesi per la permanenza della nave rigassificatrice nel porto di Piombino non ci sorprende, perché prevedibile e aderente a quanto disponibile negli atti". Insomma, secondo il gruppo Appello per il lavoro e lo sviluppo a Piombino quello dello spostamento è e sarà una illusione.
"La tesi secondo cui la proroga servirebbe unicamente a completare l'iter per il trasferimento della Italis Lng (Golar Tundra) verso Vado Ligure appare sempre più come un castello di carte destinato a cadere. - hanno commentato - La nave rigassificatrice è fondamentale per gli approvvigionamenti di LNG, ed in un quadro di grande instabilità internazionale è indispensabile per garantire l’indipendenza energetica del Paese, come ben argomentato, anche nel corso del Consiglio Comunale del 2 Dicembre 2025 dai tecnici del MASE. Il sito di Vado Ligure affronta resistenze tecniche e locali tali da renderlo, di fatto, non disponibile; parallelamente non vi sono destinazioni alternative attualmente al vaglio degli enti tecnici. - e ancora - La Banchina Est con i relativi impianti è stata identificata come infrastruttura strategica nazionale dal DL 50/2022 (Decreto Aiuti), trasformandola, di fatto, in un terminal gas che dovrà essere mantenuto in efficienza operativa, impedendone qualsiasi altro utilizzo futuro. Infine, contrariamente alle narrazioni allarmistiche, i dati tecnici confermano l'efficienza e la sicurezza dell'impianto. Spostare il rigassificatore dal porto di Piombino non ha alcun senso industriale, economico, finanziario e non trova riscontri a suo sostegno, né rispetto agli impatti ambientali, valutati come non significativi dai tecnici di parte pubblica, né per quanto riguarda gli aspetti di sicurezza".
Dunque, Appello per il Lavoro e lo Sviluppo dice stop a ipotesi illusorie e chiede di abbandonare posizioni fuori dalla realtà, concentrandosi sull’ipotesi di permanenza dell’impianto nel porto di Piombino e attivare una commissione per valutare e attuare le misure di compensazione necessarie al rilancio industriale e infrastrutturale della città.
"Il tempo dei bluff è scaduto. Piombino ha bisogno di unità di intenti, concretezza e sviluppo, non di promesse di fantomatici traslochi che la realtà non potrà far altro che smentire", hanno concluso.