"Di chi è la responsabilità se il rigassificatore di Snam è nel porto di Piombino?", lo domanda il Gruppo Gazebo 8 Giugno e il comitato La Piazza tra responsabilità e impegni.
"Una domanda che ha tante risposte, partendo da lontano, dal governo Draghi, dalla pretesa emergenza legata alla guerra in Ucraina, dalla crisi internazionale che ha portato alle sanzioni alla Russia, dalla speculazione finanziaria sul prezzo del gas,dall'entusiasmo di Giani ad accoglierlo a braccia spalancate in Toscana e chi più ne ha più ne metta. Tutti responsabili, sicuramente, quelli che hanno agito e quelli che non hanno mai mosso un dito per impedirlo. Qualcuno pretendeva anche di dare la colpa ai Comitati locali, pur di non prendersi le proprie responsabilità, ma sorvoliamo e restiamo all'oggi", hanno ricordato arrivando poi agli ultimi atti.
"La responsabilità è del Governo Meloni, nella persona del ministro Gilberto Pichetto Fratin. - hanno riferito in una nota - Il Governo ha presentato un decreto legge, convertito poi dal Parlamento con i voti della maggioranza governativa, per far restare nel porto di Piombino il rigassificatore senza Aia, senza Via, senza autorizzazione e senza pareri tecnici. Quindi la responsabilità oggi è della Meloni e di Fratin. Però il Governo mica è il solo ad essere coinvolto in questa vicenda. Intanto il Governo ha partorito la norma orribile, ma nessuno l'ha impugnata. Si poteva ricorrere? Si, si poteva, con costi insostenibili per un cittadino, alla Corte europea. Avrebbe potuto farlo il Comune di Piombino come la Regione Toscana, e non lo hanno fatto. La Regione avrebbe potuto ricorrere anche alla Corte Costituzionale, solo la Regione, e non lo ha fatto. Nessun partito politico di opposizione ha voluto presentare un ricorso, eppure avrebbero potuto farlo. Ogni partito ha avvocati, fondi e uffici perfettamente in grado di presentare azioni legali, ma nessuno si è mosso".
Di fronte a questa situazione si apre un nuovo interrogativo: "Dunque, chi è oggi davvero contrario alla permanenza del rigassificatore nel nostro porto?".
"Ce lo chiediamo, attenendoci ai fatti. È legittimo essere favorevoli, non lo è promettere agli elettori una cosa e poi fare il contrario. Ora Snam chiede la Via. Comune e Regione saranno chiamati in Conferenza dei servizi. Ognuno può presentare osservazioni contro questo procedimento. E cosa fanno, Comune e Regione? Neanche lo dicono che Snam ha chiesto la Via, tacciono, non dichiarano che porteranno tutti gli argomenti possibili perché la Via non venga rilasciata. Tacciono. Eppure i cittadini piombinesi pagarono tanti soldi per studi tecnici di alto livello che dimostrarono che l'impianto era pericoloso e inquinante per tre anni, figuriamoci per sempre, come si sta prospettando. Soldi buttati via? Quelle conclusioni non sono più valide? Eppure la Regione Toscana dovrà esprimersi sulla Via con i propri Enti, ASL, Arpat ecc. Eppure l'assessore regionale Barontini ha sfilato con noi contro il rigassificatore, e da sempre i vertici di AVS, un partito in coalizione con Giani in Regione, ci sono stati vicini e ci hanno supportato nella lotta. Dissero addirittura che sarebbero usciti dalla coalizione se il rigassificatore non se ne fosse andato a Luglio 2026. Dunque? Non si opporranno in ogni modo Regione e Comune alla Via? Il sindaco Ferrari porterà in conferenza dei servizi i molteplici motivi fatti valere nel procedimento di Giani. Ne siamo lieti, ma perché non presentare anche osservazioni, che sarebbero ben visibili a tutti sul sito del Ministero? Noi facciamo domande, alla politica, senza remore e vorremmo risposte. La politica avrebbe potuto fare tanto, e ha fatto poco. Ancora potrebbe fare molto.Se non lo farà, abbiamo individuato non solo il responsabile attuale, cioè il governo Meloni, ma anche i tanti corresponsabili, cioè il Comune di Piombino , la Regione Toscana e tutti i partiti che non si opporranno con atti e fatti concreti. Vedremo. I cittadini giudicano dai fatti".