RIGASSIFICATORE

Rigassificatore, il comitato si appella all’Europa

Il Comitato Salute Pubblica di Piombino ha presentato un esposto alla Commissione UE e una petizione al Parlamento Europeo

La questione del rigassificatore a Piombino supera i confini nazionali. Il Comitato Salute Pubblica di Piombino ha annuncia di aver formalmente inviato due atti alle massime istituzioni comunitarie: un dettagliato esposto alla Commissione Europea e una petizione ufficiale rivolta al Parlamento Europeo.

"L'obiettivo è chiaro, - hanno commentato in una nota - difendere i diritti di un'intera comunità e verificare se le norme dell’Unione Europea siano state violate dalle recenti decisioni del Governo italiano. La decisione di ricorrere alle istituzioni europee è diventata necessaria a seguito della proroga sine die, cioè senza una scadenza certa, della permanenza della nave rigassificatrice Italis Lng (ex Golar Tundra) all'interno del nostro porto, scattata con il Decreto-Legge dello scorso marzo. Quella che doveva essere una misura d'urgenza strettamente limitata a tre anni, con scadenza tassativa a Luglio 2026, è diventata un insediamento a lungo termine per via legislativa, scavalcando i normali procedimenti amministrativi e impedendo di fatto ai cittadini di difendersi".

Aiutati anche dalle oltre 5mila firme raccolte sul territorio, abbiamo chiesto alle istituzioni europee di fare luce su ben quattro potenziali violazioni del diritto comunitario: sicurezza e rischio incidenti (Direttiva Seveso III); mancanza di Valutazione Ambientale (Direttiva VIA); ambiente e salute (Qualità dell'Aria e Strategia Marina); partecipazione dei cittadini (Principi di Aarhus).

"Per tutti questi motivi la nostra voce non si spegne! Non si tratta solo di una questione tecnica, ma del rispetto della democrazia e della salute di chi vive e lavora a Piombino. - hanno proseguito - Abbiamo chiesto all'Europa di attivare le opportune verifiche e, nel caso, le procedure necessarie nei confronti della Repubblica Italiana. Adesso siamo a Luglio, mese in cui scade il termine dei tre anni, pertanto vogliamo che le promesse vengano mantenute e che la sicurezza della nostra costa torni a essere una priorità, non un intralcio burocratico da aggirare per legge. La nostra comunità merita trasparenza, tutele e, soprattutto, rispetto".