RIGASSIFICATORE

Rigassificatore, Italia Nostra presenta le osservazioni

"La tutela della Val di Cornia deve partire dalla conoscenza del territorio e dalla valutazione complessiva delle trasformazioni che lo interessano"

Italia Nostra Val di Cornia ha presentato le osservazioni nell'ambito della procedura di Via per la permanenza della nave rigassificatore nel porto di Piombino.

"La nostra idea di Italia Nostra Val di Cornia è semplice: non limitarci a segnalare ciò che non condividiamo, ma studiare i progetti, leggere gli atti, partecipare alle procedure ed utilizzare gli strumenti istituzionali disponibili per contribuire alla tutela del nostro patrimonio paesaggistico, ambientale, storico e culturale. - hanno spiegato dall'associazione - È con questo spirito che abbiamo presentato al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica le nostre osservazioni nell'ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale n. 14985 relativo alla prosecuzione dell'esercizio del Rigassificatore (FSRU) Italis LNG nel porto di Piombino".

"Non abbiamo scelto la strada dell'allarmismo e non abbiamo attribuito al rigassificatore impatti che la documentazione disponibile non dimostra. - hanno proseguito - Abbiamo scelto invece di porre domande precise e documentate e di chiedere che alcuni aspetti della valutazione ambientale vengano chiariti, approfonditi e monitorati nel tempo. La prima questione che abbiamo posto riguarda il modo in cui viene valutata la trasformazione territoriale. Riteniamo infatti che questi non possa essere considerata come un elemento isolato. Il territorio di Piombino e della Val di Cornia è interessato contemporaneamente da infrastrutture portuali, energetiche, industriali e viarie, oltre che da numerosi altri progetti presenti o previsti. Per questo abbiamo chiesto che la valutazione consideri in maniera effettivamente unitaria l'impianto, le opere connesse e l'insieme delle trasformazioni che stanno interessando il territorio".

"Una delle questioni che abbiamo ritenuto più importanti riguarda il paesaggio. Nello Studio di Impatto Ambientale abbiamo rilevato una divergenza che riteniamo debba essere chiarita: nella parte analitica dello studio l'impatto paesaggistico viene classificato come "Media", mentre nella tabella riepilogativa viene indicato come "Bassa". Non abbiamo chiesto che venga automaticamente scelta la classificazione più severa. Abbiamo chiesto semplicemente che venga spiegato perché lo stesso Studio di Impatto Ambientale arrivi a due classificazioni differenti e quale delle due debba essere considerata effettivamente rappresentativa della valutazione finale. - hanno spiegato da Italia Nostra - Abbiamo inoltre posto una questione più generale. Il fatto che un'area sia già caratterizzata dalla presenza di infrastrutture industriali e portuali non significa automaticamente che abbia perso il proprio valore paesaggistico, non vogliamo arrenderci a questo e vedere il nostro territorio tratta così. Per questo abbiamo chiesto che la valutazione paesaggistica tenga conto del sistema territoriale complessivo. Una parte importante delle nostre osservazioni riguarda l'ambiente marino che va controllato nel tempo. Per noi monitorare significa poter confrontare nel tempo i dati con la situazione precedente all'entrata in esercizio dell'impianto. Abbiamo inoltre richiamato l'attenzione sul Canale di Piombino e sulla presenza dei cetacei, con particolare riferimento ai delfini, i tursiopi, che lo popolano".

In conclusione, Italia Nostra invita a pensare e valutare come sarà la Val di Cornia dopo la realizzazione di tutte queste trasformazioni e quali le ricadute complessive.

"Le nostre osservazioni si concludono con 12 richieste precise alla procedura VIA. Abbiamo chiesto di chiarire la classificazione dell'impatto paesaggistico, di verificare la sensibilità del sistema costiero nel suo complesso, di mantenere il monitoraggio delle acque e della biodiversità marina, di considerare traffico navale e rumore subacqueo, di approfondire gli impatti cumulativi, di considerare la reale durata delle trasformazioni e di rendere pubblicamente accessibili i principali risultati dei monitoraggi. Abbiamo inoltre chiesto che siano esplicitati i criteri utilizzati per valutare eventuali soluzioni tecniche o localizzative a minore incidenza ambientale e paesaggistica.
Non pretendiamo di avere tutte le risposte. Pretendiamo però che le domande giuste vengano poste".