Mentre a Piombino rimonta la protesta contro il rigassificatore nel porto locale alla notizia della richiesta di proroga di Snam, la Regione Liguria ha ribadito la propria contrarietà al ricollocamento del rigassificatore al largo della costa di Vado Ligure.
Scritta nell'immediato infatti una lettera al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica dal presidente della Regione Marco Bucci nell’ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale.
"Non siamo quelli del no a priori. Non si tratta di una presa di posizione politica. - ha commentato il presidente Marco Bucci - La contrarietà più volte espressa sul rigassificatore è il risultato di una valutazione approfondita e condivisa: posizionato al largo di Vado Ligure, l'impianto sarebbe troppo distante dalla dorsale tirrenica del gas e imporrebbe una spesa di 450 milioni per realizzare la rete di tubature necessaria, risorse indubbiamente sprecate. Le infrastrutture restano una priorità, ma devono essere funzionali, sostenibili e coerenti con caratteristiche e bisogni del territorio ligure".
A inizio 2026 il Consiglio regionale si era espresso per il no alla prosecuzione dell’iter localizzativo in Liguria, approvando all’unanimità una mozione che esprime contrarietà al ricollocamento della nave rigassificatrice FSRU Golar Tundra nello specchio acqueo antistante Savona–Vado Ligure, impegnando presidente e giunta a darne seguito nelle sedi istituzionali competenti.
"La lettera inviata dal presidente Bucci al ministero dell'Ambiente rappresenta il risultato di una lunga azione politica che come Partito Democratico abbiamo portato avanti fin dal primo annuncio dell'allora presidente Toti sulla collocazione del rigassificatore nel porto di Vado–Savona", ha commentato il vicepresidente del consiglio regionale, consigliere del Partito Democratico, Roberto Arboscello in merito alla lettera di Bucci
"La nostra contrarietà è sempre stata chiara e motivata, una battaglia condotta in modo sinergico insieme alle amministrazioni comunali, alle parti sociali, alle associazioni, ai comitati e ai cittadini del territorio. - ha aggiunto Arboscello - Fin dall'inizio abbiamo denunciato l'assurdità di un progetto insostenibile dal punto di vista economico e soprattutto incompatibile dal punto di vista ambientale. Finché il governo è l'unico soggetto deputato a decidere definitivamente, non metterà nero su bianco la parola fine, non possiamo abbassare la guardia. Oggi registriamo segnali importanti che vanno nella direzione giusta ma non è ancora tempo di cantare vittoria".