Politica

"Dopo i no servono fatti", verso le compensazioni

Appello per il lavoro e lo sviluppo ha scritto a Governo, Regione, Comune e Autorità portuale dopo la proroga definitiva al rigassificatore

Con la proroga definitiva al rigassificatore nel porto di Piombino, per il gruppo Appello per il lavoro e lo sviluppo si dovrebbe aprire una nuova fase che colga le opportunità di questo provvedimento.

"Piombino si trova oggi dinanzi a un tornante della storia che non ammette esitazioni: è il momento di volgere lo sguardo oltre la stagione dei veti e di abbracciare la concretezza dei fatti. In uno scenario geopolitico segnato da profonde incertezze, la presenza della nave rigassificatrice Italis Lng si è rivelata un pilastro fondamentale per la sicurezza energetica della nostra Nazione. - hanno esordito - Tale ruolo, emerso con urgenza in prima istanza a seguito del conflitto in Ucraina, ha assunto oggi una rilevanza ancor più critica e accentuata a causa delle tensioni in Iran. I dati, nella loro sobrietà, sono inequivocabili: dall'insorgere di quest'ultima crisi, il nostro scalo ha accolto otto navi gasiere, garantendo l'immissione di oltre un milione di metri cubi di LNG nella rete nazionale. Questo terminale rappresenta per l’Italia non solo un’infrastruttura, ma un’autentica garanzia di libertà strategica, consentendo l’approvvigionamento globale al riparo dai condizionamenti e dai ricatti legati allo stretto di Hormuz".

Il gruppo lancia dunque un appello per richiamare a una "riflessione al valore del lavoro e alla realtà dei fatti".

"Il comparto delle rinfuse liquide costituisce oggi il 40% dei traffici del nostro porto; rinunciarvi significherebbe infliggere un colpo gravissimo al tessuto economico locale. - hanno proseguito - Allontanare la Italis Lng verso destinazioni incerte non è solo una scelta priva di logica economica e industriale, ma rappresenta un pericoloso cedimento a quella cultura del pregiudizio che troppo spesso ha frenato il progresso del nostro Paese. Auspichiamo, pertanto, che si superi definitivamente ogni ambiguità istituzionale. L'ipotesi dello spostamento in altro sito risulta non solo onerosa, ma profondamente dannosa per la definizione stessa delle compensazioni spettanti al nostro territorio. È imperativo avviare percorsi condivisi per definire misure di riequilibrio ambientale adeguate, in un processo guidato e coordinato direttamente dal MASE, per garantire la necessaria concretezza superando definitivamente gli approcci demagogici".

"Le criticità che gravano su Piombino sono storiche e richiedono investimenti pubblici urgenti per colmare un divario infrastrutturale ormai insostenibile. - hanno ricordato - Il rilancio del distretto industriale e l'efficienza degli impianti siderurgici dipendono strettamente dal completamento delle opere portuali e dalle bonifiche ambientali. Al contempo, l'abbattimento dei costi energetici resta una condizione essenziale per restituire competitività alle nostre imprese e sollievo alle famiglie. Per tradurre queste necessità in azioni tangibili, riteniamo necessario agire attraverso lo strumento dell'Accordo di Programma, ai sensi dell'art. 34 del TUEL, coinvolgendo in modo sinergico il Comune di Piombino, l'Autorità di Sistema Portuale, la Regione Toscana e i Ministeri competenti".

"Piombino ha atteso a lungo. Oggi, con i nuovi strumenti normativi a disposizione, abbiamo l'opportunità di scegliere tra il persistere dell'incertezza e la responsabilità di governare il rilancio di un intero territorio. Siamo certi che la lungimiranza prevarrà, nella consapevolezza che il tempo è la risorsa più preziosa di cui disponiamo", hanno concluso