Mentre si è andata diffondendo la notizia della richiesta di Snam di prorogare la permenenza della nave rigassificatore nel porto di Piombino, in Consiglio regione si è discusso proprio del futuro del rigassificatore con mozioni presentate da diversi fronti politici.
"L’autorizzazione al rigassificatore è temporanea e la nave deve lasciare il porto di Piombino alla scadenza dei tre anni previsti. Anche oggi, in Consiglio regionale, il Partito Democratico ha ribadito con chiarezza questa posizione sostenendo la mozione presentata da Avs, perché pienamente coerente con la linea che abbiamo assunto in questi anni e che continuiamo a portare avanti a livello regionale e nei territori. La richiesta di proroga avanzata da Snam è irricevibile. Ora la responsabilità è tutta in capo al Governo nazionale, che non può più sottrarsi a una scelta chiara". Così Alessandro Franchi, consigliere regionale Pd, a margine dell’approvazione della mozione sul trasferimento della nave rigassificatrice dal porto di Piombino.
"Parliamo della stessa maggioranza politica che guida il Paese e che amministra anche la città di Piombino: per questo non sono più ammissibili ambiguità o scaricabarile. Piombino ha messo a disposizione il proprio porto in una fase di emergenza energetica nazionale, con senso di responsabilità e spirito istituzionale. - ha aggiunto Franchi - Il rispetto delle scadenze è una questione di credibilità delle istituzioni e di rispetto verso una comunità che ha già dato molto. La nostra non è una posizione nuova: il Consiglio regionale si è già espresso nel Luglio dello scorso anno, su iniziativa dei gruppi del Pd e del Movimento 5 Stelle. Accanto al tema dello spostamento della nave, resta centrale quello degli investimenti e del rilancio del territorio – ha continuato Franchi - Fermo restando che il rigassificatore deve andare via, Piombino ha diritto a un percorso di sviluppo e a misure di riequilibrio adeguate. In questo senso, l’attuazione della legge Marzano rappresenta uno strumento fondamentale: non prevede percentuali automatiche, ma afferma un principio chiaro e vincolante, quello secondo cui la realizzazione di grandi infrastrutture energetiche deve essere accompagnata da misure di compensazione e di riequilibrio ambientale, economico e territoriale, da definire attraverso un confronto serio tra Stato, Regioni e Comuni. È anche su questo terreno che il Governo deve assumersi le proprie responsabilità”.
Astenuti sul punto Fratelli d'Italia. “Astenendoci sulla mozione di AVS in merito al rigassificatore di Piombino - ha spiegato la consigliera Marcella Amadio - abbiamo dimostrato la nostra buona volontà nel voler affrontare la questione, il problema è che il ragionamento della maggioranza non prende in considerazione il fatto che i primi ad aver voluto che la nave fosse messa nel Golfo di Piombino sia stato proprio il centrosinistra con Mario Draghi quale Presidente del Consiglio e Eugenio Giani quale governatore. Riteniamo grave che il governatore non fosse presente in Aula quando abbiamo discusso e votato le mozioni sul rigassificatore, ci sarebbe piaciuto ascoltare cosa abbia da dire sulle opere di compensazioni promesse ai piombinesi. Nella nostra mozione, respinta dalla maggioranza, - ha poi aggiunto - chiediamo al Governo nazionale ma anche alla Regione Toscana notizie sul futuro luogo in cui verrà trasferita questa nave, ci chiediamo come sia possibile che il presidente Giani non si sia ancora preoccupato di sapere quale sarà il destino del rigassificatore”.
"Il voto di oggi in Consiglio regionale della Toscana ha definitivamente chiarito cosa pensa la destra toscana del rigassificatore. - hanno commentato da Alleanza Verdi Sinistra - La destra dopo vari interventi sconclusionati e impacciati, si è astenuta. Un’astensione politicamente gravissima. Eppure quella mozione chiedeva esattamente ciò che a parole il sindaco Ferrari, coordinatore locale di Fratelli d'Italia, e gli esponenti del centrodestra locale e regionale dichiarano da mesi di volere: il rispetto della scadenza e lo spostamento della nave. Quando però si è trattato di votare un atto concreto, la destra ha scelto di non scegliere, dimostrando ancora una volta la propria ambiguità e la subalternità al Governo nazionale. Come non ricordare allora che, prima delle elezioni regionali, lo stesso Sindaco Ferrari, il candidato della destra Tomasi, anch’egli astenuto, e altri esponenti del centrodestra avevano firmato la raccolta firme promossa dai comitati cittadini contro il rigassificatore. Firme apposte a favore di fotocamera per intercettare il malcontento e le preoccupazioni della città e oggi clamorosamente smentite dai comportamenti istituzionali", hanno concluso.
E rispetto alla richiesta di Snam, Alleanza Verdi Sinistra si domanda cosa farà ora il sindaco. "Si comporterà da Sindaco di Piombino o da vice coordinatore regionale del suo partito? - si domandano - La città non può permettersi di rimanere in questa ambiguità. Ferrari deve decidere se intende perseguire davvero gli interessi della città o le sue ambizioni di carriera: è finito il tempo in cui poteva tenere il piede in due staffe perchè i due ruoli oggi richiedono azioni diverse. Quella banchina deve essere restituita al più presto alle ambizioni industriali della città".