RIGASSIFICATORE

Rigassificatore, nuove osservazioni alla Via

Firmate dalla lista Lavoro & Ambiente. "Ora ci aspettiamo che il Comune e la Regione dimostrino coerenza con quanto hanno sempre sostenuto"

La lista civica Lavoro & Ambiente ha ufficialmente depositato le osservazioni alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la permanenza del rigassificatore nel porto di Piombino. 

"Lo abbiamo fatto per mettere nero su bianco una serie di criticità, da sempre denunciate, senza dimenticare che parliamo di un territorio già gravato da altri impianti impattanti e marchiato dallo stato Sito di Interesse Nazionale (SIN) per le bonifiche. - hanno spiegato in una nota - E vogliamo anche dire basta alla narrazione tossica delle compensazioni economiche descritte come regali o benefici elargiti per generosità dei gestori. Le compensazioni sono obblighi di legge. Sono un indennizzo che lo Stato riconosce ai territori sacrificati per un interesse ritenuto nazionale e pertanto non possono essere oggetto di una trattativa commerciale, né sono beneficenza. La normativa parla chiaro: i soldi delle compensazioni non sono un bancomat a disposizione dei sindaci per finanziare spese correnti, asfaltare strade o rifare impianti sportivi. La storia recente lo dimostra. - hanno ricordato - Nel 2012-2013 la politica accarezzò l'idea di usare i fondi del rigassificatore OLT di Livorno per ristrutturare lo Stadio Armando Picchi. Quel tentativo fu stroncato sul nascere dai paletti normativi della VIA: 480mila euro dovettero andare, per intero, all'Area Marina Protetta della Meloria e alla caratterizzazione dei siti costieri.A ltra cosa sono le legittime aspettative, diritti secondo noi, dei territori, nel nostro caso già oggetto di accordi e promesse elettorali ripetute nei decenni. Queste ultime vanno trattate, anzi esatte, a prescindere dalla presenza del rigassificatore".

"Ora ci aspettiamo che il Comune e la Regione dimostrino coerenza con quanto hanno sempre sostenuto in questi anni presentando osservazioni tecniche e legali inattaccabili, senza arretrare di un millimetro. - hanno aggiunto - Ci sorprendono in tal senso le ultime dichiarazioni del sindaco Ferrari che sembrerebbe invece escludere questo percorso. Vediamo cosa fa la Regione ma anche tutte le altre forze politiche e civiche da sempre contrarie alla permanenza dell'impianto. Sulla possibilità di un posizionamento off-shore dell'impianto, come estrema ipotesi, troviamo assurdo quello che spesso si legge sulla stampa. Se per una multinazionale come Snam lo spostamento in mare aperto comportasse costi elevati, non ci interessa: si chiama rischio d'impresa. Snam ha sicuramente le risorse per gestirlo visto i guadagni di un impianto considerato di interesse nazionale. E comunque le era noto che l'impianto era autorizzato solo per tre anni. Dunque, di cosa stiamo parlando? Il nostro mare, il nostro territorio e il suo sviluppo, la nostra salute valgono molto di più", hanno concluso.