RIGASSIFICATORE

Rigassificatore, preoccupa il silenzio del sindaco

Il Comitato Salute Pubblica invita il primo cittadino ad una azione di coraggio per non rassegnare la città alla proroga del rigassificatore

Il Comitato Salute Pubblica ha scritto al sindaco di Piombino Francesco Ferrari per sollecitare un intervento contro la proroga della permanenza della Italis FSRU nel porto della città.

"I cittadini della sua città osservano, con crescente preoccupazione e un profondo senso di abbandono, l’inerzia istituzionale riguardo al futuro del nostro porto e dell’intera nostra città. - si legge nella lettera - Siamo arrivati a un punto di non ritorno. Le promesse fatte inizialmente che parlavano di una presenza temporanea e limitata del rigassificatore, di massimo 3 anni, stanno venendo meno sotto il peso di preannunciate proroghe che rischiano di trasformare una emergenza in una condanna permanente per il territorio piombinese. Sindaco, la sua posizione richiede coraggio, non rassegnazione. Sappiamo che le leve del potere centrale sono forti, ma sappiamo anche che un primo cittadino ha il dovere politico e morale di ergersi a scudo della propria comunità, opponendosi con ogni mezzo, politico, legale, amministrativo e comunicativo a decisioni basate su decretazioni d’urgenza che eludono le norme garantistiche a tutela della salute pubblica. Tali provvedimenti non solo calpestano la volontà popolare, ma compromettono le prospettive di sviluppo economico e ambientale della città".

Dunque, il Comitato Salute Pubblica chiede: di utilizzare ogni strumento giuridico per contestare l’eventuale accettazione della proroga di permanenza della nave oltre i termini stabiliti o di qualunque altro intervento del Governo; riferire immediatamente alla cittadinanza quali passi concreti, e non solo dichiarazioni d'intenti, sono stati fatti nelle sedi ministeriali; tornare a far sentire la voce di Piombino a Roma con fermezza.

"Non accettiamo che si parli di compensazioni perché la salute e la sicurezza dei cittadini non sono merce di scambio, né possono essere oggetto di baratti o regalie. Piombino non chiede mance, ma esige risarcimenti proporzionati ai sacrifici che le sono stati imposti in questi tre anni. È una questione di dignità, non di prezzo. - hanno proseguito - La città è stanca di essere considerata il servitore muto del Paese. Non possiamo permettere che il nostro porto resti ostaggio di una struttura che mette a repentaglio la sicurezza degli abitanti, limita lo sviluppo di altre attività e compromette l'ecosistema del golfo per un tempo indefinito. La invitiamo quindi ad agire ricordando che il Suo mandato è il frutto della fiducia data a Lei dai cittadini piombinesi. È giunto il momento di dimostrare da che parte sta la sua amministrazione: se è con il territorio o con chi vuole continuare a ingannarlo e sfruttarlo", hanno concluso in attesa che dal Comuni arrivi un segnale decisivo.