A proposito della proroga alla permanenza del rigassificatore nel porto di Piombino, il Comitato Salute Pubblica torna a sollecitare sindaco, assessore all'ambiente e gruppi consiliari.
"Il Governo dopo un iniziale interessamento per il trasferimento in altro sito, in alto mare, con susseguenti atti, si è poi arenato di fronte alla protesta delle Istituzioni e degli abitanti di quei luoghi che rischiavano di ospitare questo rigassificatore. - si legge in una nota - La gente di Piombino è rimasta isolata nella propria lotta contro un impianto a rischio di incidente rilevante situato nel contesto più inidoneo possibile, unico al mondo, in mezzo a traghetti in continuo movimento, ai passeggeri, ai turisti, alla stazione marittima, alle attività produttive e alle abitazioni vicinissime. Ma il sindaco e il comune potrebbero porre in essere azioni per tentare di proteggere la città e i propri abitanti al fine di restituire dignità alle persone e ai territori? Noi riteniamo di sì".
"Una legge ordinaria non può contraddire i principi e i diritti sanciti dalla nostra costituzione, quindi le istituzioni locali, chiamate a difendere il territorio e la sua gente, potrebbero rivolgersi al giudice affinché questi sollevi una questione di legittimità costituzionale. Questo chiediamo a chi ci amministra. - ha detto il comitato - Noi tante volte ci siamo rivolti alle nostre istituzioni senza mai avere una risposta concreta. Da troppo tempo il sindaco ha scelto il silenzio; ha scelto a suo tempo di non impugnare in appello la sentenza di primo grado quando il Tar del Lazio aveva respinto il ricorso del Comune basandosi su dei presupposti, poi venuti meno, ovvero la permanenza di soli tre anni del rigassificatore nel porto di Piombino. Nel ricorso infatti si parlava di pericoli per la salute e la sicurezza, di inadeguatezza del sito, delle negative ripercussioni sullo sviluppo del porto. Cosa è cambiato? Sono scomparse queste preoccupazioni oppure non si vuole contraddire la politica governativa? Assistiamo ad un silenzio davvero angosciante che questa comunità non merita. Quel rigassificatore, qui, non sarebbe mai dovuto arrivare!".
"Adesso - hanno suggerito dal comitato - la maggioranza e la minoranza dovrebbero fare fronte comune, perché prorogare per legge un impianto a rischio di incidente rilevante posto in un ambiente così antropizzato, ha superato ogni logica di buon governo. Ci siamo rivolti alla Regione Toscana e sottoporremo la questione anche alla Comunità Europea, confidando in un intervento risolutivo. Una cosa è certa: come società civile avremo la coscienza pulita, sapendo di aver tentato ogni strada possibile per far sentire la nostra voce. Confidiamo che questo scritto susciti una riflessione profonda in chi ha il dovere di tutelare questo sventurato territorio, affinché si possa finalmente fermare questa inammissibile deriva.Noi non ci rassegniamo, aspettiamo risposte".