RIGASSIFICATORE

Rigassificatore, Salute Pubblica chiama la Regione

"L'appello è rivolto ai vari organi di Governo della Regione per un loro interessamento e per disporre azioni di competenza"

Il Comitato Salute Pubblica ha scritto e diffuso un nuovo appello alla Regione Toscana a seguito della conversione in legge del decreto che dispone la proroga del rigassificatore nel porto di Piombino.

"La Regione Toscana con i suoi rappresentati eletti per proteggere, valorizzare il territorio che cosa può fare per questa comunità? - si domandano dal comitato - Il Commissario Eugenio Giani che ha autorizzato per soli tre anni la permanenza del rigassificatore, che ha accordato l'intesa con lo Stato tramite una deliberazione della propria Giunta limitatamente al triennio, che ha legato l'intesa ad un memorandum mai realizzato, che ha promesso alla gente di Piombino che un impianto del genere se ne sarebbe andato nei tempi stabiliti, che cosa potrebbe o dovrebbe fare ora? Noi pensiamo che per poter difendere il territorio di cui detiene la responsabilità il Presidente della regione Toscana dovrebbe rinunciare all'incarico di Commissario, dopo, potrebbe attivarsi per sollevare, tramite la propria avvocatura, una questione di legittimità costituzionale direttamente alla Corte Costituzionale".

"Ci rivolgiamo all'assessore all'Ambiente, perché si adoperi in base alle proprie competenze. - hanno proseguito - Ci rivolgiamo alla Giunta Regionale e al Consiglio Regionale perché la permanenza a Piombino del rigassificatore oltre il limite temporale viola la norma (art.5 decreto 50/2022) che dispone vi sia intesa Stato Regione per poter ospitare un impianto del genere".

"L'appello è rivolto ai vari organi di Governo della Regione per un loro interessamento e per disporre azioni di competenza. I territori non si difendono con parole o con slogan ma con azioni politiche e giudiziarie, tutte quelle previste dall'ordinamento, se si vuole essere credibili e ricevere la fiducia delle gente rappresentata. Chiediamo che il nostro territorio e la nostra gente non venga ulteriormente esposta a rischi del genere. Chiediamo rispetto. Abbiamo più volte scritto al Presidente del Consiglio, al Ministro dell'ambiente, al Presidente della Repubblica, mai nemmeno una risposta, una minima considerazione. Siamo invisibili, eppure costretti a offrire il nostro territorio e la nostra sicurezza al servizio del Paese, un Paese le cui massime Istituzioni ci ignorano, arrivando persino a colpevolizzarci e dipingerci come incapaci di comprendere le esigenze energetiche nazionali. Noi pensiamo che altre dovrebbero essere le scelte di programmazione energetica, indirizzate a favorire le fonti alternative al fossile, per ridurre la dipendenza dal Gas e per ridurre i costi dell'energia. Si preferisce invece questa strada ignorando i territori, la loro sicurezza e il loro futuro, scegliendo tra l'altro nel nostro caso, un sito del tutto inadeguato. Ci aspettiamo che almeno i rappresentanti della Toscana non ci ignorino", ha concluso il comitato.