"Sindaco, perché continua a prendere in giro la città? Il castello di carte della propaganda ferrariana è crollato miseramente". Così Sinistra Italiana - Avs a Piombino ha incalzato il sindaco Francesco Ferrari dopo le dichiarazioni in risposta ai comitati NoRigass in merito a rigassificatore, proroga e compensazioni (leggi qui l'articolo collegato).
"Ormai lo sappiamo tutti: il governo Meloni ha deciso che il rigassificatore resterà nel porto di Piombino oltre la scadenza dei tre anni. Il Governo lo ha detto chiaro e tondo, per bocca del ministro Pichetto Fratin: il rigassificatore resterà dov’è. Punto. - hanno proseguito - Per anni Ferrari ha raccontato alla città di essere contrario all’ormeggio del rigassificatore nel porto urbano. Ha capeggiato proteste, ha arringato la folla dagli scalini del Metropolitan, ha parlato di difesa del territorio, ha ingaggiato consulenti e intrapreso azioni legali. Tutto questo al tempo del governo Draghi. Oggi il suo stesso partito, al Governo, decide che l’impianto resterà. E lui? Silenzio pressoché totale. Oppure, peggio ancora, giustificazioni e un’affannata rincorsa verso quelle compensazioni da lui sempre rifiutate, che sono soltanto un modo per distogliere l’attenzione dalla vera questione".
"Siamo di fronte all’ennesimo inchino alle grandi compagnie del fossile, da ENI a Snam, coerente con la strategia nazionale che vuole l’Italia hub del gas nel Mediterraneo: una strategia fossile, superata dai fatti e pericolosa per il futuro, come dimostrano le ultime vicende legate alle guerre in Ucraina e in Medio Oriente. - hanno commentato - Mentre avremmo dovuto accelerare con decisione sulla transizione energetica, investendo in rinnovabili, efficienza e comunità energetiche, il Governo ha gettato al vento anche il PNRR e ha scelto di prolungare la dipendenza dell’Italia dal gas, meglio se americano. Piombino paga il prezzo di questa scelta: un porto urbano strategico occupato, rischi ambientali e sanitari, un territorio piegato agli interessi delle multinazionali dell’energia. Altro che soluzione temporanea ed emergenziale: la proroga dimostra che l’emergenza era un pretesto".
"Lo diciamo da tempo e lo ripetiamo oggi: Ferrari deve scegliere se stare dalla parte della sua comunità o dalla parte del Governo del suo partito. Non può continuare a recitare su due tavoli. Non può dirsi contrario in piazza o sui social e poi accettare supinamente le decisioni romane. Noi, come fin dall’inizio, ribadiamo che il rigassificatore deve lasciare definitivamente il porto di Piombino alla scadenza dell’autorizzazione triennale. Quella banchina deve tornare a disposizione della città ed è necessario avviare subito un vero piano di riconversione industriale ed energetica, fondato sulle rinnovabili, sull’innovazione e sul lavoro stabile e pulito, non sulla proroga infinita delle fonti fossili", hanno concluso da Sinistra Italiana.