RIGASSIFICATORE

Rigassificatore, "Nella trappola del comitatismo"

Appello per il lavoro e lo sviluppo: "Battaglia contro il rigassificatore tecnicamente ridicola, giuridicamente nulla e socialmente controproducente"

"C’è un limite oltre il quale la dialettica democratica smette di essere confronto e diventa ostinazione ideologica. A Piombino, quel limite sembra essere stato ampiamente superato".

Parole dell'Appello al lavoro e lo sviluppo a Piombino che si inserisce nel dibattito sulle sorti del rigassificatore nel porto della città dopo le recenti notizie che farebbero pensare a uno proroga dopo Luglio 2026 (leggi l'articolo collegato).

"Da mesi assistiamo a una sorta di newsroom spamming: una pioggia di comunicati stampa che martella l'opinione pubblica su un unico tasto: la scadenza dell'autorizzazione per il rigassificatore. - hanno proseguito - Inoltre, da quando è stata resa nota la notizia, ampiamente prevista e prevedibile, della legittima richiesta di proroga formulata da Snam, è iniziato il consueto balletto con dichiarazioni, anche queste piuttosto scontate, da parte delle forze politiche, che stanno perdendo l’occasione di assumersi la responsabilità di una scelta di verità seria, credibile e, soprattutto, in favore degli interessi del territorio".

"L'ordinanza commissariale n. 140 del 25 ottobre 2022 parla chiaro: - hanno evidenziato - l'esercizio dell'attività è autorizzato fino a luglio 2026. Eppure, in questa insistenza spasmodica sulla data di scadenza, emerge una visione distorta, quasi condominiale, della cosa pubblica. Ci si concentra meticolosamente sui mesi e sui giorni che mancano alla rimozione della nave, ma non ci si pone mai la domanda fondamentale: come si inserisce questa infrastruttura nella strategia energetica nazionale? Qual è il ruolo di Italis-LNG nella sicurezza del Paese? Può avere senso (energetico, industriale e finanziario) dismettere questa infrastruttura? Per il comitatismo locale, la visione d'insieme è sacrificata a una litania stanca e autoreferenziale".

Secondo il gruppo locale con il rigassificatore siamo di fronte a una battaglia persa. "La battaglia contro il rigassificatore è stata: tecnicamente ridicola, giuridicamente nulla e socialmente controproducente", hanno sottolineato.

"Il rigassificatore era, e può essere tuttora, un’occasione da cogliere per rilanciare il distretto industriale riducendo i costi energetici e garantire una fonte di lavoro indispensabile per lo scalo. - hanno concluso - Bisogna avere il coraggio di abbandonare le posizioni contrarie, spesso velleitarie e ideologiche. L'infrastruttura è oggi un volano fondamentale per i traffici di rinfuse liquide per il porto di Piombino. Ma lo sviluppo non può essere a senso unico. È tempo di riaprire il tavolo delle compensazioni seguendo, in prima istanza, il solco della Legge Marzano (L. 239/2004). Inoltre, proponiamo la creazione di una Commissione Istituzionale per l’attuazione delle compensazioni governative, dove si attivi il necessario confronto per riconoscere alla nostra comunità lo sforzo compiuto per l’interesse energetico nazionale, affinché siano stanziate le risorse per le bonifiche, il completamento infrastrutturale e l’abbattimento dei costi energetici per imprese e famiglie. Non abbiamo più spazio per cercatori di visibilità o agitatori di paure infondate".