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Rossella Canaccini, una vita per la musica

Su #TUTTOpiombino di QUInews Valdicornia la storia appassionata di Rossella raccontata da Gordiano Lupi con la collaborazione di Giovanni Del Pia

Visto che sta per cominciare il Festival di Sanremo ci sembrava giusto occuparci di una nostra concittadina che ha calcato le tavole di quel palcoscenico nei primi anni Settanta, anticipando il debutto musicale di Tecla Insolia (adesso affermata attrice) in tempi recenti. Stiamo parlando di Rossella Canaccini, livornese di nascita (1953), piombinese di adozione, cantante sin da giovanissima (1966). La sua carriera comincia con il gruppo best al femminile Le Stars, famose per la tournée in Vietnam, in pratica tre mesi passati a suonare nelle basi americane durante la guerra. Questa esperienza è documentata in un lungometraggio presentato alla Biennale di Venezia del 2018, “Arrivederci Saigon”, regia di Wilma Labate, fotografia niente meno che Daniele Ciprì. Interpreti proprio loro: Rossella Canaccini, Viviana Tacchella, Daniela Santerini e Franca Deni (Le Stars).

Rossella diventa solista nel 1970, ingaggiata dalla RCA, grazie a Riccardo Cocciante, che intravede nella ragazza grandi doti e convince i discografici a metterla sotto contratto. Partecipa al Festival di Sanremo del 1974 (vinto da Iva Zanicchi con “Ciao cara come stai”), nome d’arte Rossella, presentando la canzone “Qui”, scritta da Cocciante, Cassella e Luberti. Le aspettative sono alte, sia per il valore del pezzo, sia per l’interpretazione magistrale con voce molto estesa, emozionante, a tratti roca (tendente al blues, rock e soul), molto simile a quella di Loredana Bertè. La delusione è cocente perché il brano non arriva in finale. La cantante piombinese ci riprova nello stesso anno con “Prospettive”, iscritto alla manifestazione “Un disco per l’estate” ma neppure questa volta guadagna la finale. Sempre nel 1974 la sua canzone “Labyrinthus” è la sigla che scorre sui titoli di coda del film “L’uomo senza memoria”, diretto da Duccio Tessari, interpretato da Luc Merenda, Senta Berger e Umberto Orsini. Tra l’altro il film gode della colonna sonora composta dal grande Gianni Ferrio e anche la canzone di Rossella è arrangiata dal Maestro. La sua carriera prosegue con il nome d’arte di Rossella Valenti, pubblica la cover del bellissimo brano di Lucio Dalla “Il Cielo” (1976), arrangiato niente meno che da Dario Baldan Bembo.

Rossella Canaccini pare destinata a una carriera importante nel mondo della canzone italiana, ma non è supportata a dovere dalla RCA, che non intuisce le potenzialità della cantante e non ne comprende a fondo lo stile musicale. Per questo motivo Rossella abbandona il mondo della discografia, si diploma al conservatorio in chitarra classica e indirizza il suo talento nel campo dell’insegnamento. La musicista piombinese dirige da oltre trent’anni (assieme a Viviana Tacchella) il Centro Didattico Musicale Italiano, esempio vivente (insieme alla collega) per tutti i ragazzi piombinesi che si avvicinano alla musica. Rossella Canaccini in tempi recenti si esibisce a Piombino, sul piccolo palco del (purtroppo scomparso) Gattarossa dando prova di avere sempre una voce interessante.