Politica

Sanità, "Perché dire no a medici stranieri?"

Rifondazione Comunista: "È ora di finire con le soluzioni di facciata, la Regione si attivi subito per reclutare medici anche dall'estero"

"Dopo i clown in Pronto Soccorso, servono i medici. Perché la Regione Toscana dice no ai medici esteri?", a domandarselo è il Partito di Rifondazione Comunista alla denuncia del collasso del Pronto Soccorso di Livorno con 256 accessi in un giorno, 2 medici di notte e 36 ore di attesa per una anziana su una barella.

"Questa non è emergenza straordinaria, è il crollo quotidiano della sanità pubblica toscana. Tempo fa si è pensato bene di mandare i clown nei reparti di emergenza per allietare l'attesa dei pazienti. - hanno commentato - Ma, con tutto il rispetto per la categoria, chi soffre in corsia non cerca intrattenimento, cerca un medico che lo visiti e un letto di ospedale in cui essere ricoverato. Di fronte a una carenza di personale che sta letteralmente sfinendo i nostri medici e infermieri, lasciati soli a sostenere turni disumani, ci si chiede perché la Regione Toscana continui a rifiutare soluzioni concrete e immediate che altre Regioni hanno già adottato da tempo. Sono anni che proponiamo questo tipo di soluzione, lo avevamo anche scritto nel nostro programma, ma niente. In Calabria, ad esempio, la cooperazione con i medici cubani, che sono professionisti di altissimo livello e con una grande esperienza nell'emergenza, ha permesso di salvare interi reparti e garantire l'apertura dei Pronto Soccorso. In Lombardia si stanno utilizzando le deroghe nazionali per reclutare e inserire rapidamente medici e infermieri con titoli conseguiti all'estero. Perché in Toscana tutto questo è un tabù?".

"La sensazione - hanno proseguito da Rifondazione - è che si preferisca tutelare le rendite di posizione e le lobby precostituite, terrorizzate dall'idea che l'arrivo di professionisti esterni possa intaccare piccoli o grandi bacini di potere e di gestione straordinaria, piuttosto che mettere al primo posto la vita e la salute delle persone. Mentre la burocrazia, quella ideologica, questa volta, e gli interessi corporativi bloccano l'arrivo di rinforzi, i cittadini toscani soffrono, aspettano giorni su una barella, vivono in aree dove non c’è un medico di famiglia e, quando finalmente trovano una disponibilità, dopo tre mesi se ne va, e, nei casi più gravi, rischiano anche la vita. È ora di finire con le soluzioni di facciata, la Regione si attivi subito per reclutare medici anche dall'estero, aprendo a cooperazioni internazionali come quelle con Cuba. La salute dei cittadini non può più aspettare le comode decisioni delle lobby".