Lavoro

Sei Toscana, i lavoratori chiedono chiarezza

A parlare è la Rsu Fp-Cgil che interpella politica e vertici aziendali su quale idea hanno del futuro dell'azienda

Sulla questione Sei Toscana è intervenuta la Rsu Fp-Cgil Sei Toscana che chiede chiarezza.

"Un'azienda commissariata. Comuni che dopo aver lasciato la società in mano ai privati oggi si lamentano di averne perso il controllo. Un presidente che si dimette senza motivarne la scelta. Un bilancio che chiude in rosso. Servizi ai cittadini sicuramente peggiorati. Questa la situazione, a oggi, in Sei Toscana. - si legge in una nota - Non è bastata la firma del rinnovo del Ccnl da parte dei sindacati con strumenti che mettessero insieme strategie industriali, costo del lavoro e tariffe. Non sono bastate a tal proposito neanche la serietà e il senso di responsabilità dimostrate dai lavoratori".

Tra lavoratori diretti e indotto coinvolti quasi 2mila lavoratori che "nonostante le critiche che sono costretti a sopportare, in una situazione di disagio costante, svolgono con professionalità e spirito di servizio il proprio lavoro".

"Potremmo strumentalizzare la polemica, dicendo che eravamo stati facili profeti quando denunciavamo, inascoltati, che la maggioranza della società doveva rimanere pubblica, ma oggi non è più il tempo delle recriminazioni. - hanno aggiunto - Oggi chiediamo: la politica e i vertici di Sei Toscana che idee hanno sul futuro dell’azienda? Quali strumenti intendono mettere in campo affinché si possano avere servizi efficienti e tariffe contenute senza che il tutto ricada, come spesso succede, sull’abbassamento del costo del lavoro?".

Queste sono le domande che la Rsu Fp-Cgil di Sei Toscana rivolge a tutti i soggetti in campo.