"I cittadini non possono essere lasciati soli davanti a un problema che si trascina da mesi", dall'Unione comunale del Partito Democratico la posizione rispetto all'assemblea con Asa sulla crisi idrica e le ricadute sui cittadini (leggi qui l'articolo collegato).
"Abbiamo partecipato all’incontro pubblico al Centro Giovani, abbiamo ascoltato persone raccontare cosa significhi rimanere senza acqua o con una pressione insufficiente: anziani costretti a scendere le scale per procurarsela, famiglie obbligate a organizzarsi autonomamente, condomìni che oggi si interrogano su impianti da realizzare a proprie spese. Di fronte a tutto questo ci saremmo aspettati dalla maggioranza che amministra Piombino meno tentativi di spiegare perché la responsabilità sarebbe di altri e più capacità di assumere fino in fondo il proprio ruolo. - hanno commentato - Il problema dell’acqua a Piombino non è nato ieri. Proprio per questo un’Amministrazione dovrebbe conoscere le criticità del proprio territorio, anticiparle, portarle nelle sedi competenti e pretendere che vengano affrontate. Non può aspettare che siano i cittadini, dopo mesi di disagi, a suonarle la sveglia. Dire che il Comune possiede soltanto il 4,7% di ASA non è una risposta. Il Comune ha strumenti politici e istituzionali e ha soprattutto il dovere di rappresentare la propria comunità. Governare significa utilizzarli e ottenere risposte, non elencare le ragioni per cui non si può intervenire".
"C’è poi una contraddizione evidente: non possiamo parlare di carenza d’acqua mentre continuano a essere segnalate perdite sulla rete. - hanno aggiunto - Se chiediamo giustamente ai cittadini un uso responsabile di una risorsa sempre più preziosa, la prima responsabilità è di chi amministra: prevenire gli sprechi, vigilare e pretendere interventi tempestivi. È da qui che dobbiamo ripartire come comunità: ciascuno facendo responsabilmente la propria parte, ma con chi governa chiamato ad assumersi fino in fondo la responsabilità maggiore di programmare, prevenire e intervenire prima che i problemi diventino emergenze.
"È emersa la possibilità di ricorrere ad autoclavi, serbatoi di accumulo, pompe e altri sistemi capaci di mitigare nell’immediato alcune criticità. Una cosa però deve essere chiara: non si può dire a chi è rimasto per mesi senza un servizio essenziale: adesso compratevi un’autoclave e arrangiatevi. - hanno evidenziato dal Pd - Per questo vogliamo approfondire la possibilità di realizzare un intervento straordinario per sostenere economicamente le famiglie e i condomìni maggiormente colpiti, partendo da una mappatura insieme ad ASA delle zone e degli edifici nei quali i disservizi sono stati più frequenti e gravi. Il Comune potrebbe promuovere un bando per contribuire ai costi di autoclavi, sistemi di accumulo, pompaggio e delle altre soluzioni tecnicamente necessarie, coinvolgendo ASA e gli amministratori di condominio e verificando le risorse effettivamente disponibili. Esperienze simili sono già state realizzate da altri Comuni italiani. Vogliamo studiarle, confrontarci con ASA e verificare gli aspetti tecnici ed economici per capire come costruire una proposta concretamente applicabile anche a Piombino".
Per il Pd una risposta he andrebbe ad intervenire sull'emergenza ma che non rappresenta l'alternativa agli investimenti sulla rete.
"Parallelamente devono essere affrontate le cause strutturali, perché non possiamo continuare a trovare soluzioni tampone. Ieri al Centro Giovani abbiamo ascoltato persone esasperate che non chiedono di sapere a chi attribuire la colpa. Chiedono che gli venga riconosciuto un diritto di base. Chiedono risposte. Chiedono soluzioni. La maggioranza avrebbe dovuto cominciare a costruirle da tempo. Noi, dall’opposizione, proveremo a mettere sul tavolo una proposta concreta e praticabile per farlo adesso", hanno concluso dall'Unione comunale Pd.