Focus sul progetto TI-Link il progetto che prevede una infrastruttura per la produzione e il trasporto di energia verde certificata tra Tunisia e Italia. La valenza del progetto TI-Link è stata riconosciuta dall’Unione Europea, rientrando tra le iniziative del Global Gateway, nel TYNDP 2026 di ENTSO-E e nella lista dei Projects of Mutual Interest (PMI), oltre ad aver ottenuto lo status di progetto Cross-Border Renewable Energy (CB RES). In Italia, è inclusa nel Piano Mattei e nel Piano di Sviluppo 2025 di Terna.
Il progetto è promosso dalla società italiana Zhero e nasce dalla cooperazione internazionale tra Europa e Nord Africa per affrontare le attuali sfide energetiche, economiche e geopolitiche: la diversificazione delle fonti, la decarbonizzazione, il contributo alla riduzione dei costi dell’energia, il supporto alla crescita economica del territorio toscano e la collaborazione tra i Paesi mediterranei. Zhero, ricordiamo, è un’azienda impegnata nello sviluppo e nella messa in esercizio di infrastrutture per la produzione, lo stoccaggio e il trasporto di energia da fonti rinnovabili.
L’opera, che sarà interamente finanziata da privati, prevede la realizzazione di un parco per la produzione di energia da fonti rinnovabili da almeno 5GW nel deserto tunisino e di un’interconnessione elettrica fino a 2 GW che attraverserà il Mar Mediterraneo per circa seicento chilometri e arriverà in Toscana trasportando parte dell’energia verde prodotta. La dimensione dell'area è paragonabile all'intera superficie della provincia di Livorno. Un progetto di cui beneficeranno entrambi i Paesi: l’Italia vedrà incrementare la quota di energia rinnovabile a costi competitivi, con un apporto stimato di oltre 10 TWh l’anno, pari al fabbisogno di circa 4 milioni di famiglie. L’energia importata, oltre ad alimentare il territorio toscano e italiano, in particolare a beneficio delle imprese, potrà raggiungere anche i principali poli industriali europei.
La Tunisia usufruirà di una parte dell’energia e delle infrastrutture elettriche di supporto, andando incontro ai bisogni energetici del Paese e agli obiettivi di decarbonizzazione nazionali. La scelta della deserto tunisino, è stato spiegato durante la riunione, ricade per le condizioni particolarmente favorevoli per lo sviluppo delle energie rinnovabili, con risorse solari ed eoliche tra le più competitive nel Mediterraneo, che consentono una produzione su larga scala efficiente e stabile di giorno per il sole di notte per il vento.
Nel pomeriggio di venerdì 18 Settembre si è tenuta l'assemblea conclusiva del percorso legato alla consultazione pubblica con l'obiettivo di fornire approfondimenti e rispondere alle osservazioni. In prima battuta la parola è stata data ai rappresentanti delle istituzioni coinvolte.
La sindaca di Suvereto Jessica Pasquini ha sottolineato come il tema della transizione energetica abbia impegnato tanto le amministrazioni, soprattutto in virtù della tutela del territorio. "Apprezzato questo approccio, oltre agli obblighi normativi, importante che ci fossero occasioni per esprimere opinioni e capire meglio. Le amministrazioni si esprimeranno nel dettaglio quando avremo i progetti definitvii. Intanto diciamo che il metodo è apprezzabile rispetto agli altri progetti piovuti dall'alto".
Iacopini a nome del Comune di Castagneto Carducci ha espresso apprezzamento per l'organizzazione degli incontri pubblici e rivolti alle istituzioni, che tiene conto del territorio, dell'amministrazione e dei cittadini. Nel suo intervento è stato ricordata l'importanza della proposta della sindaca di Suvereto per attivare un ufficio tecnico condiviso per governare la transizione energetica (leggi qui l'articolo collegato).
Per il Comune di Piombino ha partecipato il vicesindaco Luigi Coppola: "Questo ci permette di avere un quadro chiaro del progetto e di riferire ai cittadini quello che è stato detto. Chiaro, ci saranno passi successivi per la definizione del progetto, ma intanto abbiamo la consapevolezza delle questioni rilevanti grazie a una interlocuzione chiara, attenta e trasparente".
Il vicesindaco di San Vincenzo Nicola Bertini è intervenuto per sottolineare come l'argomento, la transizione energetica, sia protagonista del dibattito locale, oltre che globale. "Ringrazio i tecnici intervenuti durante tutto il percorso. Siamo riusciti, con gli altri Comuni, ad esprimere posizioni allineate che ci fanno ben sperare nel proseguo del percorso".
La sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati ha evidenziato l'importanza delle interazioni comunali per l'approccio ai percorsi della transizione energetica e la possibilità di governare o guidare questo percorso che porti agli obiettivi strategici senza rinunciare alle caratteristiche della Val di Cornia in questo caso e della Toscana in generale. "Ci auguriamo che questo lavoro porti ai risultati da tutti sperati".
In collegamento da Follonica il sindaco Matteo Buoncristiani.
A chi si domanda perché dalla Tunisia alla Toscana, la risposta di Zehro ha evidenziato il punto di approdo in virtù della sua posizione geografica strategica e della presenza della stazione elettrica di Suvereto, indicata da Terna, il Trasmission System Operator italiano, come punto di connessione alla rete elettrica nazionale. Una scelta motivata dalla capacità del nodo di Suvereto di ospitare l’ampia potenza dell’interconnessione (2GW), dalla vicinanza ai principali centri di consumo energetico del Nord Italia e dalla necessità di evitare il sovraccarico delle reti del Centro-Sud del Paese. Un approdo più a sud avrebbe ridotto l’estensione dell’opera, ma le linee elettriche centro-meridionali, già congestionate per la concentrazione di impianti FER nel Mezzogiorno, non avrebbero potuto supportare l’ampio carico proveniente dall’Africa senza interventi complessi e costosi, a carico del gestore elettrico nazionale e quindi dei cittadini. Per questi motivi, Zhero ha così assunto un investimento tecnicamente ed economicamente più sfidante per garantire una connessione diretta e più efficiente.
La consultazione pubblica che si sarebbe dovuta chiudere in questo periodo, proseguirà in una nuova fase per individuare insieme ai comuni coinvolti l'istallazione sul territorio della nuova infrastruttura. Si aprirà poi una nuova fase operativa che nell'arco del 2027/2028 prevede la richiesta delle relative autorizzazioni al Ministero dell'Ambiente. Il cantiere dovrebbe essere avviato nel 2029.
A proposito delle osservazioni sono pervenute 20 mail all'indirizzo ufficiale legato al progetto, 10 le osservazioni formali. Raccolte nel orso degli incontri e della fase di consultazione più di 100 domande.