Politica

TI-Link, "Assemblea disertata da politica locale"

Lavoro & Ambiente: "Altrove questo non sembra accadere visto che ci sono stati interventi diretti con proposte e anche di esclusioni di aree"

Si è tenuta la nuova assemblea dedicata al progetto TI-Link. I rappresentanti della lista Lavoro & Ambiente erano presenti e hanno fatto notare che la politica cittadina è stata la grande assente.

"Presenti i comitati locali, qualche tecnico, qualche cittadino e la nostra lista. - hanno osservato - Vogliamo evitare ogni pregiudizio sul progetto e apprezziamo questo metodo da parte della società proponente che sta cercando, purtroppo con scarsi risultati, di coinvolgere la cittadinanza. Piombino potrebbe essere direttamente interessata per il punto di uscita del cavidotto dal mare e per la realizzazione di 6 ettari di sottostazione. Dalla presentazione di ieri sono apparse varie ipotesi di studio tra cui: Torre del Sale, la 36 ettari e la Li53, che per noi dovrebbe essere fortemente sponsorizzata dalla politica per sanare una situazione grave e ormai antica. Per farlo occorrerebbe determinazione dello Stato e della Regione, perché la società privata difficilmente si accollerà dei costi per i quali non è responsabile. Pare inoltre che l'ipotesi LI53 sia difficile tecnicamente. Su questo punto ci saranno degli approfondimenti che forniranno dettagli di un'area che, tra le altre cose vede, nelle immediate vicinanze una nuova discarica, appena approvata, con 350 mila metri cubi di rifiuti".

"Di fatto ci pare che la politica locale, maggioranza e opposizioni, si disinteressino di un progetto di grande rilievo. - hanno commentato dalla lista - Altrove questo non sembra accadere visto che ci sono stati interventi diretti con proposte e anche di esclusioni di aree ritenute o di pregio o inadatte sia da parte di forze politiche che da parte delle stesse amministrazioni dei comuni coinvolti dal progetto. A noi questa nuova realtà interessa e vogliamo seguirla nelle sue fasi, per il rilievo ambientale e in una visione complessiva di un territorio che tra discariche, rigassificatore e nuovi impianti merita grande attenzione. Questo progetto non è da meno e approfondimenti ci devono essere a partire dal luogo dove l'impianto sarà realizzato, il deserto della Tunisia , che non è il nulla, ma un ecosistema come un altro. Le domande da porci ogni qual volta si presenta un nuovo progetto sono molte: è giusto scegliere megaimpianti per la produzione di energia verde oppure si dovrebbero incentivare altre forme più diffuse?"

"È sicuramente un tema di discussione aperto e interessante che merita di conoscere dettagliper parlare dei cavi e dei suoi eventuali impatti sull'ecosistema marino, della posidonia nel golfo e di ogni altro aspetto ambientale, che secondo la Società, sarà molto attentamente valutato, ma vedremo", hanno concluso.