L’Unione sindacale di base ha partecipato ai due incontri convocati presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la verifica dell'Accordo Quadro sottoscritto nel luglio 2025 e nel pomeriggio, l'aggiornamento sull'Accordo di Programma di Metinvest.
“Da questi incontri emerge con ancora maggiore evidenza una criticità che USB denuncia da tempo: i due percorsi industriali non possono essere affrontati separatamente. - ha spiegato il sindacato - I due progetti sono strettamente collegati, sia perché le aziende dovranno condividere e ridefinire l'utilizzo di alcune aree produttive, sia perché il futuro dell'intero polo siderurgico di Piombino dipende da una regia unica e coerente. Non comprendiamo la scelta del Governo di continuare a convocare tavoli distinti. Così facendo si rischia di rallentare ulteriormente un processo già fortemente in ritardo, invece di risolvere i nodi che impediscono la piena attuazione dei progetti. Sul fronte Metinvest restano aperte questioni decisive: il completamento delle procedure relative al demanio, la disponibilità della banchina e altre autorizzazioni indispensabili. Tutti elementi che stanno facendo accumulare ritardi rispetto al cronoprogramma originario. Ad oggi il progetto sconta già circa dodici mesi di ritardo, con inevitabili ripercussioni anche sulle tempistiche delle future assunzioni. Rimane inoltre aperta la questione del reperimento del terzo investitore, mentre è impossibile ignorare il quadro internazionale: la guerra in Ucraina continua a rappresentare un elemento di forte incertezza che può incidere sull'intero piano industriale”.
USB ha evidenziato anche un'altra questione fondamentale per i sindacati: quella occupazionale. “I nuovi investimenti prevedono impianti e tecnologie profondamente diverse dal passato e questo impone di affrontare fin da subito il tema della riqualificazione professionale. Non è affatto scontato che tutti i lavoratori oggi in organico possano essere ricollocati automaticamente nelle nuove produzioni. Servono percorsi di formazione, tutele e garanzie occupazionali certe per accompagnare questa lunga fase di transizione. Nel frattempo, l'unica certezza continua ad essere l'aumento dei lavoratori in cassa integrazione. Dal 2018, sul versante JSW, il territorio ha assistito a una lunga sequenza di promesse mai mantenute, mentre il treno rotaie, impianto strategico per il Paese e per la rete ferroviaria nazionale, versa in condizioni sempre più obsolete”.
Per questo USB ribadisce una richiesta chiara: “Lo Stato deve entrare direttamente nei due progetti industriali. Un settore strategico come quello siderurgico non può essere lasciato esclusivamente alle scelte di soggetti privati. È necessario un controllo pubblico sugli investimenti, sui cronoprogrammi e sulle garanzie occupazionali, affinché le risorse pubbliche producano sviluppo, lavoro stabile e una reale prospettiva industriale per Piombino. Il tempo degli annunci è finito. I lavoratori hanno bisogno di certezze, non di ulteriori rinvii”, hanno concluso.