Attualità

Botteghe della salute, più servizi di prossimità

Il 50% degli sportelli ricade in aree periferiche. Ecco le attivazioni nei Comuni dell'area livornese e pisana

Rafforzare la rete dei servizi amministrativo-sanitari di prossimità e garantire un accesso più semplice ai servizi sociosanitari, soprattutto nelle aree della Toscana Diffusa, con l’intento di accompagnare la trasformazione digitale della sanità senza lasciare indietro nessuno. Sono questi gli obiettivi del progetto Botteghe della Salute per il biennio 2026-2027, iniziativa promossa da Anci Toscana insieme alla Regione Toscana che prosegue nel solco dell’esperienza maturata negli anni precedenti, con il forte impegno dei Comuni.

Il progetto, che oggi vede presenti 55 sportelli Botteghe della Salute sul territorio regionale, punta a consolidare e ampliare una rete territoriale, ormai presidio fondamentale per i cittadini, anche attraverso i servizi itineranti delle Botteghe della Salute mobili e il raccordo con Case di Comunità, Asl, Terzo Settore.

Nella provincia di Livorno sono dieci, tra Bibbona (2), Capraia Isola (2), Piombino, Rosignano Marittimo (3), Sassetta e Suvereto; a queste si aggiunge la Bottega della Salute Mobile Elba, che opera tra Portoferraio, Marciana (3) e Marciana Marina (i 5 sportelli previsti all'Elba sono in via di attivazione e saranno operativi a metà giugno).

Per la provincia di Pisa gli sportelli sono diciannove e si trovano a Casale Marittimo (3), Castellina Marittima, Montescudaio, Pontedera tramite la Bds Mobile Valdera (con 9 sportelli in tutto nei Comuni di Pontedera, Buti, Capannoli, Calcinaia, Casciana Terme Lari, Chianni, Palaia),Riparbella (1) e Santa Luce (4).

"La prossimità è oggi un elemento strategico delle politiche sociosanitarie – ha dichiarato il direttore di Anci Toscana Simone Gheri – perché consente di avvicinare i servizi ai luoghi di vita delle persone, riducendo le disuguaglianze territoriali, anagrafiche e digitali. In questo senso, le Botteghe della Salute rappresentano sportelli polivalenti di prossimità nei territori più marginali caratterizzati dalla rarefazione dei servizi pubblici. Il tratto forte del progetto per quanto riguarda la rete dei Comuni è infatti quello della marginalità territoriale: il 50% degli sportelli ricade nella Toscana Diffusa. Il nostro impegno, nel ruolo di raccordo tra Regione Toscana ed Enti locali, è orientato alla diffusione capillare degli sportelli, coordinando la rete in modo da garantire la tenuta del sistema, articolato su territori molteplici e diversificati".

Complessivamente, il progetto coinvolge 9 enti del Terzo Settore e prevede un investimento annuale di oltre 942 mila euro, con una compartecipazione economica tra Regione Toscana, Anci Toscana ed enti locali coinvolti.