"La riforma della governance portuale approvata dal governo rischia di penalizzare gravemente i porti di Livorno e Piombino e l’intero sistema economico della costa toscana. Dai dati Assoporti sui bilanci 2024 emerge che l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale perderebbe circa 20 milioni di euro, risorse che oggi restano sul territorio e che verrebbero invece trasferite alla nuova società centrale Porti d’Italia Spa". A segnalarlo Alessandro Franchi, consigliere regionale della Toscana del Partito Democratico, e Marco Simiani, deputato Pd.
"Parliamo di una quota rilevantissima delle entrate dell’Autorità di sistema, risorse fondamentali per garantire manutenzioni, sicurezza, investimenti, sostenibilità ambientale e competitività del sistema portuale. - hanno proseguito - La riforma non rafforza il coordinamento nazionale ma centralizza e svuota le Autorità di sistema, sottraendo risorse e competenze ai territori e prevedendo anche il trasferimento del 25 per cento del personale a Porti d’Italia Spa. Il risultato concreto sarà un indebolimento dei porti, a partire da Livorno, e il rischio di scaricare i costi su imprese e lavoratori attraverso l’aumento di canoni e tariffe".
"Indebolire i porti di Livorno e Piombino significa colpire lavoro, logistica, industria e sviluppo territoriale: per questo chiediamo al governo di fermarsi, aprire un confronto vero con i territori e rivedere radicalmente una riforma che, così com’è, rischia di produrre danni strutturali", hanno concluso i due esponenti Pd.