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Mussi, commemorazione alla Camera dei Deputati

Fratoianni (Avs): "Fabio Mussi è stato un gigante della politica e della sinistra di questo Paese"

Fabio Mussi

Mercoledì pomeriggio la commemorazione in aula alla Camera dei deputati per l'ex parlamentare e ministro Fabio Mussi scomparso il 3 Settembre all'età di 78 anni.

Questo il ricordo della vicepresidente della Camera Anna Ascani.

"Colleghe e colleghi, lo scorso 3 settembre è venuto a mancare, all'età di 78 anni, Fabio Mussi, deputato dall'XI alla XV legislatura, già Vicepresidente della Camera dei deputati e Ministro dell'Università e della ricerca. Fabio Mussi è stato protagonista autorevole della sinistra italiana. Cultura, passione, impegno, competenza lo hanno reso uno dei dirigenti più ascoltati ed apprezzati lungo tutto l'arco della sua esperienza politica. Nato a Piombino il 22 gennaio 1948 da famiglia operaia, si iscrisse a 17 anni al Partito Comunista, diventando successivamente giovanissimo membro del Comitato centrale. Da normalista si laureò all'Università di Pisa in filosofia, quasi un suggello nella sua stessa vita della convinzione che cultura e politica sono inscindibili. È stato condirettore de l'Unità e vicedirettore di Rinascita e nel 1980 guida del partito in Calabria. Quando poi, nel 1989, Achille Occhetto promosse “la svolta della Bolognina”, Fabio Mussi si schierò a favore e, a seguito dello scioglimento del Partito Comunista Italiano e della sua trasformazione nel Partito Democratico della Sinistra, aderì convintamente al nuovo soggetto politico, condividendo l'esigenza di rinnovare la sinistra italiana dopo il crollo del Muro di Berlino e la fine del socialismo reale. Ha ricordato Achille Occhetto dopo la sua scomparsa: 'siamo stati assieme comunisti e insieme come comunisti italiani, dove italiani fa la differenza, abbiamo cercato la strada del rinnovamento e della salvezza della migliore tradizione della sinistra italiana'. Venne eletto per la prima volta deputato nel 1992, per essere poi confermato anche nel 1994. In occasione delle elezioni politiche del 1996, il PDS fu parte integrante della coalizione di centrosinistra dell'Ulivo e a Mussi venne affidata la guida del gruppo PDS a Montecitorio. Rieletto nel 2001 assunse l'incarico di Vicepresidente della Camera sino alla conclusione della legislatura. Il 28 aprile 2006, toccò proprio a lui - eletto deputato per la quinta volta consecutiva e Presidente provvisorio della Camera dei deputati - svolgere un indirizzo di saluto nella seduta inaugurale della XV legislatura e pronunciò parole molto significative, che desidero oggi ricordare: 'La democrazia è conflitto di valori, di idee e di programmi. Questo non ci deve spaventare perché la democrazia è esattamente quel sistema che dà una forma al conflitto, che lo disciplina e lo regola, che può trasformarlo in energia che fa muovere le cose. Le istituzioni parlamentari, alle quali sono ugualmente essenziali maggioranza e opposizione, sono la macchina che si alimenta di questa buona energia. Quando funzionano bene, esse producono rappresentanza e decisione, producono nuovo diritto, cioè civiltà e avanzamento di un popolo e di un Paese. Salvaguardiamole!'. Credo che non vi sia in quest'Aula chi non condivida tale invito, che dà voce alla radicata sensibilità democratica ed istituzionale della sinistra italiana. Alla formazione del secondo Governo presieduto da Romano Prodi, all'indomani del successo del centrosinistra alle elezioni del 2006, Mussi venne chiamato a guidare il Ministero dell'Università e della ricerca, incarico che mantenne fino al maggio 2008. Proseguiva, nel frattempo, il confronto politico all'interno dei Democratici di Sinistra, nati nel 1998 sulla scia del PDS, di cui lo stesso Mussi fu sempre tra i principali protagonisti. Al congresso di Firenze del 2007 non condivise la scelta della confluenza nel Partito Democratico. Temeva, in particolare, che la transizione avrebbe messo seriamente a rischio una cultura politica e un radicamento sociale ormai consolidati. L'uscita dal partito fu una conseguenza inevitabile, accompagnata dalla formazione - insieme a Cesare Salvi - del movimento Sinistra Democratica, avente l'obiettivo di riunire tutte le forze politiche della sinistra parlamentare, in vista di un loro possibile approdo nel gruppo del Partito del Socialismo Europeo. Nel 2009 Sinistra Democratica partecipò al progetto di Sinistra Ecologia Libertà e Mussi ricoprì - dal 2010 al 2014 - l'incarico di presidente dell'ufficio di presidenza nazionale. Nel 2017, con lo scioglimento di SEL e la sua confluenza in Sinistra Italiana, si occupò personalmente della redazione delle tesi del congresso fondativo, svolgendo anche la relazione introduttiva: ha fatto parte della direzione nazionale del partito fino alla fine. Con la scomparsa di Mussi perdiamo un collega che attribuiva - lo abbiamo ascoltato prima - un ruolo centrale all'istituzione parlamentare ed anche un intellettuale raffinato. Una mente brillante, un uomo che non si stancava di studiare per capire le trasformazioni di questo nostro tempo e un dirigente politico che ha sempre mantenuto come bussola del suo pensiero e della sua azione il traguardo di una società più giusta ed egualitaria. La Presidenza ha già fatto pervenire ai familiari le più sincere e profonde condoglianze per la dolorosa perdita, che desidero ora rinnovare a nome di tutta l'Assemblea alla moglie Luana, alle figlie Valentina e Gaia e ai nipoti Elena, Francesca e Michele, che assistono ai nostri lavori dalle tribune".

Anche il deputato Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana ha voluto sottolineare e ricordare la figura di Fabio Mussi, ringraziando la vicepresidente Ascani per le parole dedicate.

"E' stato un gigante della politica italiana e della sinistra italiana, lo è stato per la sua carriera lunga e articolata lei, lo è stato innanzitutto per la sua capacità di attraversare questa storia, la sua storia, una grande storia collettiva con la curiosità di un'intelligenza capace di nutrirsi della cultura come di un fatto vivo. - ha ricordato - Fabio era una persona coltissima e da buon toscano sapeva maneggiare la cultura con quel piglio tagliente, privo di retorica inutile e in grado di arrivare sempre subito al cuore dei problemi una cultura vastissima, quella di un intellettuale con la I maiuscola, di un intellettuale e di un politico capace di tenere insieme cultura, scienza, ricerca, studio e ansia di trasformazione questo mondo. Per Fabio la cultura è sempre stata una ricerca, mi ha sempre colpito nel mio rapporto con lui, il modo con cui senza pace cercava e cercava. Il bisogno di studiare, di occuparsi del futuro: fu questo il suo tratto uno dei suoi tratti più importanti, anche nella fase più importante della sua vicenda politica dentro il Partito Comunista Italiano, Fabio Mussi fu nel partito comunista italiano tra coloro, forse uno di quelli che con più determinazione aveva capito prima di molti altri, quando quel partito era ancora bloccato dentro una logica industrialista legata alla questione operaia con una malcelata relazione tra queste due dimensioni, fu tra i primi a capire la centralità della questione ambientale e della questione ecologica. Fu tra i primi a condurre in quel partito una battaglia sul tema dell'energia nucleare e sulla necessità di mettere queste questioni al centro di una ricerca in grado per questa via, anche per questa via di dare continuità profondità a quella vicenda politica a quella storia e alla potenza di trasformazione che quella storia portava con sé. Fabio non l'ha mai persa questa capacità, ho avuto modo di dirlo e mi piace ripeterlo anche qui oggi, mi telefonava spesso e mi viene quasi da sorridere raccontandolo non ti diceva nemmeno ciao quando alzavi la cornetta e non era un gesto sgarbato In quella scelta, quella che andava dritta al cuore del problema cominciava a fluire le parole come una mitraglia una dietro l'altra affrontava la questione del giorno". 

"Mi sono chiesto in questi giorni di fronte agli allarmi sull'intelligenza artificiale sul rischio che con la tecnologia possa sfuggire di mano, sterminare persino tutta l'umanità nel giro di pochi mesi di pochi anni mi sono immaginato Fabio che mi telefonava e che mi travolgeva dall'urgenza di una risposta politica a questi grandi temi. - ha proseguito Fratoianni - Una risposta mai orientata a rifiutare l'innovazione futuro la ricerca, ma governarla politicamente nel segno dell'interesse generale della tutela del bene del bene comune ecco lui non aveva fronzoli non li aveva perché sentiva il bisogno l'urgenza di arrivare al punto. Ha sempre fatto così, lo ha fatto con tutti e tutte noi quando aprì il nostro congresso fondativo ormai quasi 10 anni fa, quello in cui io diventai segretario anche grazie anche e soprattutto grazie al suo contributo al suo aiuto ai suoi consigli disse queste parole disse: 'qui oggi in questa sala si ritrovano uomini e donne che in questi anni anche a partire da storie diverse hanno tenuto un punto fermo, quello di uno sguardo di sinistra sull'Italia e sul mondo, quello di uno sguardo che ha bisogno di cercare una via e una soluzione'. Ecco lo voglio dire, noi oggi, questo Paese, perde una straordinaria intelligenza. uno straordinario contributo. Noi ed io perdiamo anche un amico, una persona dolce, una persona importante e a lui vorrei dire che quel punto fermo continueremo a tenerlo. E per questo abbraccio con tutti noi Luan, Valentina Gaia i suoi nipoti e le sue nipoti amatissime. E vorrei dire - ha concluso - che i suoi compagni e le sue compagne lo salutano da questi banchi".