In merito agli interventi e alle polemiche riguardanti la concessione della struttura della Torraccia all'interno del Parco di Rimigliano, il sindaco di San Vincenzo Paolo Riccucci è intervenuto per scansare ogni possibile strumentalizzazione politica.
"Si parla a sproposito di bando su misura e di una vittoria a colpi di euro, ma i fatti dicono l'esatto contrario. - ha sottolineato il sindaco Riccucci - Il bando per la Torraccia è stato strutturato sul criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa: il prezzo non è stato determinante, quanto invece la qualità della proposta. Quanto al requisito del fatturato — fissato a 150mila euro all'anno, cifra che definire 'da grande impresa' dimostra solo una profonda ignoranza delle dinamiche commerciali, non si è trattato di una clausola per escludere il territorio, ma di un indispensabile criterio di garanzia. Affidare una struttura in un parco naturale a chi non ha le spalle finanziariamente solide significa rischiare il blocco dei lavori, abbandoni a metà stagione e degrado. L'Amministrazione ha il dovere di tutelare il bene pubblico da avventuresche improvvisazioni. L'accusa secondo cui il Comune avrebbe introdotto parametri per escludere piccole realtà è palesemente falsa: la dimostrazione è che al bando hanno partecipato anche i precedenti gestori. I bandi pubblici si fanno per garantire la massima partecipazione, non per essere alterati a favore di qualcuno".
A proposito della spiaggia, "è e rimane libera. - ha chiarito il sindaco - Gli allestimenti, i passaggi e le strutture amovibili realizzati corrispondono esattamente a quanto previsto dal bando e autorizzato per legge. Parlare di abuso o di stabilimento privato significa ignorare deliberatamente gli atti pubblici. Occorre piuttosto ricordare le condizioni in cui versava quest'area alla fine del 2025: impianti fuori norma, arredi degradati e la pedana di accesso al mare completamente distrutta. Attraverso questa gara, il concessionario si è preso in carico, a proprie spese e senza gravare di un solo euro sulle casse comunali, la riqualificazione completa del bene e della relativa passerella accessibile a tutti, interventi che al termine della concessione resteranno patrimonio della nostra comunità. Non risulta inoltre alcuna violazione per la posa degli ombrelloni prima dell'arrivo degli avventori, ma è un aspetto sul quale continueremo a vigilare con estrema attenzione".
"Sulle questioni dell'impatto acustico e dei generatori temporanei, - ha proseguito Riccucci - gli uffici tecnici e gli organi di controllo stanno svolgendo una costante attività di verifica. L'utilizzo di soluzioni provvisorie è legato esclusivamente ai tempi tecnici di adeguamento della rete elettrica e non rappresenta in alcun modo una scelta di gestione ordinaria. Saremo intransigenti sul rispetto dei vincoli: a fine stagione le strutture amovibili dovranno essere smontate, l'impatto su suolo e vegetazione sarà monitorato e la fruizione pubblica sarà garantita in ogni momento. L'attenzione e le segnalazioni dei cittadini non ci spaventano, sono al contrario uno stimolo a vigilare".
"Sorprende l'improvvisa indignazione di chi oggi si straccia le vesti per l'impatto visivo di qualche arredo temporaneo o per qualche giorno di attesa nell'accesso agli atti, le cui tempistiche di legge saranno rigorosamente rispettate dagli uffici preposti", ha proseguito il sindaco rispondendo al consigliere Alessio Landi che aveva appunto richiesto ufficialmente la documentazione relativo al bando e alla concessione (leggi qui l'articolo collegato) e poi rilanciata, sempre sui social, dal consigliere di opposizione Luca Cosimi.
"Vale la pena ricordare che, nel passato, la visione per la Tenuta di Rimigliano prevedeva migliaia di metri quadri di nuove edificazioni in cemento armato, trasformazioni irreversibili che questa Amministrazione ha bloccato con decisione. Noi abbiamo fatto la scelta opposta: abbiamo esteso le tutele all'intera Tenuta e avviato ufficialmente la richiesta per il riconoscimento di SIC (Sito di Importanza Comunitaria). Il Parco di Rimigliano non è un asset da svendere, ma un patrimonio da proteggere e far vivere. La strada scelta è quella di un equo e trasparente partenariato pubblico-privato: rigore nei vincoli, riqualificazione delle strutture degradate, accessibilità per tutti e massima tutela ambientale. Attaccare in modo pregiudiziale un intervento di riqualificazione che farà conoscere e apprezzare ancora di più il parco è pretestuoso e non rende un buon servizio alla comunità".