Passo avanti nella valorizzazione della memoria storica di San Vincenzo. L’Archivio storico comunale di piazza Mischi, infatti, è oggi consultabile e si arricchisce di nuova documentazione offrendo a cittadini e studiosi uno strumento sempre più completo per conoscere il passato del territorio.
La storia dell’Archivio è strettamente legata alla nascita del Comune: con il decreto del Presidente della Repubblica numero 44 del 3 giugno 1949, San Vincenzo si distaccò da Campiglia Marittima diventando ente autonomo. Fino a quel momento, infatti, tutta la documentazione era conservata presso Campiglia, solo dal 1949 iniziò la produzione e la conservazione locale degli atti, con il trasferimento anche di registri fondamentali come quelli di Stato civile, attivi già dal 1884. Per decenni l’Archivio storico non è stato accessibile e risultava privo di strumenti di consultazione. La svolta è arrivata nel 2012 grazie a un intervento di riordino e inventariazione realizzato dalle cooperative specializzate, che ha portato alla creazione di un inventario e alla piena fruibilità del patrimonio. Oggi un ulteriore tassello si aggiunge a questo percorso: in collaborazione con la cooperativa Microstoria, è stato infatti completato un nuovo versamento di documentazione dall’Archivio di deposito all’Archivio storico. Un’operazione significativa che rende consultabili atti fino al 1984, ampliando in modo consistente le possibilità di ricerca.
Tra i materiali recentemente resi disponibili figurano serie fondamentali come i lavori pubblici, il carteggio amministrativo e numerosi documenti utili a ricostruire l’evoluzione urbanistica, sociale ed economica del territorio nel secondo dopoguerra. L’Archivio conserva complessi documentari di grande interesse, tra cui quelli del Comune di San Vincenzo (dal 1949), ma anche il fondo della famiglia Alliata, che copre un arco cronologico dal 1847 al 1980.
La sala studio di piazza Mischi è aperta al pubblico tutti i venerdì mattina dalle 8,30 alle 12,30 e consente l’accesso diretto ai documenti. È in fase di completamento l’inventario informatizzato che consentirà la sua consultazione anche online. Un patrimonio che torna così a vivere e che si propone non solo come strumento per gli studiosi, ma anche come occasione per tutta la comunità di riscoprire le proprie radici.