Attualità

Variante Rimigliano, verso l’approvazione

Sarà discussa in Consiglio comunale la variante che disciplina l’ambito della Tenuta di Rimigliano. Ecco le linee previste

Massimiliano Roventini

Lunedì 8 Aprile in Consiglio comunale la maggioranza di San Vincenzo C’è approverà la Variante di Rimigliano, che consiste nella variante urbanistica al Regolamento che disciplina l’ambito della Tenuta di Rimigliano.

“Finalmente si arriva alla conclusione di una programmazione urbanistica durata più di 20 anni. - hanno commentato dall’Amministrazione - Un percorso lungo, condiviso nei suoi obiettivi d’intesa con Regione, Provincia, Comune e Proprietà. La nuova programmazione che andremo ad approvare è migliorativa, sia in termini di sostenibilità ambientale che di effetti sul carico urbanistico”. 

In una nota del Comune si apprende che la variante in approvazione prevede una riduzione del dimensionamento totale a 12074 mq di recupero dell’esistente e di 4100 mq di nuova edificazione per un totale di 16.174 mq rispetto ai 19200 mq previsti nel procedimento di adozione. Il provvedimento mantiene intatti i caratteri paesaggistici strutturanti della Tenuta, adotta nuove regole insediative di frazionamento di un territorio coltivato, conserva l’articolazione strutturale del paesaggio nel suo complesso, ridefinisce i margini delle pertinenze delle unità poderali, mantiene l’unitarietà della Tenuta e riqualifica l’area umida dell’ex lago di Rimigliano. 

La variante urbanistica è anche attrezzata da un nuovo Piano di Miglioramento Agricolo che va a ottimizzare la qualità paesaggistica complessiva attraverso la conservazione dei caratteri naturalistici più rilevanti dell’area umida e dei boschi di tutta la Tenuta: al suo interno è introdotto un nuovo ordinamento colturale che ha come obiettivo la valorizzazione delle produzioni biologiche e l’incremento del seminativo irriguo, in modo tale da aumentare l’area di coltivazione da 254 ettari a 314 ettari. 

Riviste le dimensioni minime delle residenze nei poderi vincolati esistenti portandoli a 200mq. Al contrario nelle zone non vincolate ci sarà la possibilità di realizzare nuove strutture di minimo 500mq con alloggi di minimo 300mq all’interno dei perimetri poderali ridotti rispetto a quelli inseriti nel procedimento di adozione.

L’intervento, una volta ottenuta l’approvazione del Consiglio comunale, sarà poi realizzato tramite il piano attuativo.