Dopo l'incontro al Mimit in cui è stato confermato il passo indietro di Metinvest per il progetto di rilancio del polo siderurgico di Piombino, la preoccupazione per il futuro dei lavoratori è palpabile.
"La siderurgia italiana è sempre più in crisi. - ha commentato il senatore Tino Magni di Alleanza Verdi Sinistra - Anche il colosso ucraino Metinvest ha annunciato il disimpegno totale o parziale dal progetto di rilancio del sito di Piombino. Un’altra crisi industriale infinita che, sommata alle incertezze sugli investimenti da parte dell’altro player attivo su Piombino, Jsw del gruppo Jindal, rischia di lasciare 1400 lavoratori senza futuro. Siamo al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici che oggi sono in sciopero per la difesa del posto di lavoro, della propria dignità e del futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento di Piombino e sosteniamo le ragioni delle organizzazioni sindacali. Il polo siderurgico di Piombino, definito dal governo strategico, non può rimanere in balia di multinazionali straniere o dei conflitti in corso.
"Il governo deve dare immediatamente una risposta per impedire il declino industriale del nostro Paese e la perdita di migliaia di posti di lavoro, prosegue il senatore rossoverde. - ha proseguito - Il governo Meloni non ha una politica industriale né tantomeno una strategia per l’industria, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. I lavoratori di Piombino, in cassa integrazione dal 2009, hanno già dato e hanno bisogno di risposte concrete. I ministri Urso e Calderone battano un colpo, non possiamo rischiare di perdere ulteriori posti di lavoro. Il Paese non può permetterselo. Quello che sta accadendo alla siderurgia italiana è il risultato dell’assenza di politiche industriali di Urso e Meloni. Il governo brancola nel buio, il ministro Urso peggio, non sa cosa fare. Ora basta, non si può continuare a far pagare gli errori del governo alle lavoratrici e ai lavoratori. Lo Stato deve tornare ad avere un ruolo centrale e incisivo nelle politiche industriali", ha concluso Magni.