La coalizione politica Una Storia Nuova e il Pd Suvereto sono intervenuti sul tema della transizione energetica e sulla questione delle aree idonee.
"Non crediamo che possa esistere transizione di alcun genere senza una chiara prospettiva di giustizia sociale e territoriale. - hanno spiegato - Quello a cui stiamo assistendo è quanto di più lontano ci possa essere perché l’idea che la produzione di energie rinnovabili avvenga attraverso la disseminazione concentrata di impianti su ridotte porzioni di territorio, quelle che le difficoltà economiche rendono più semplici da colpire, non è compatibile con una Val di Cornia che vuole davvero guardare oltre la storia unicamente industriale che l’ha caratterizzata".
"Se vogliamo parlare di sacrifici locali - hanno proseguito - Suvereto ha già ampiamente dato e darà con la nuova stazione di conversione legata al SACOI 3 che sorgerà all’interno dell’impianto di Terna ai Forni, infrastruttura che peraltro non ha certo aiutato, per usare un eufemismo, la situazione in cui ci troviamo e che anzi fungerà da catalizzatore nel nostro territorio di ulteriori impianti. La nostra difficile situazione - hanno aggiunto - risente anche del contesto normativo, che è sostanzialmente un grande pasticcio: dal 2021, anno in cui veniva approvato il decreto legislativo che avrebbe dovuto dare il via all’identificazione delle aree idonee per la produzione di energia rinnovabile e quindi avrebbe dovuto accompagnare la transizione con ordine, si è arrivati solo nel 2026 ad una legge nazionale che chiarisse effettivamente come procedere ad identificare le aree idonee, tra gravi ritardi della politica nazionale, norme poco chiare poi censurate dai tribunali amministrativi e un quadro di generale incertezza in cui hanno avuto vita facile le società dell’energia nel proseguire nei propri progetti. E difficile ora tornare indietro: tanto rumore per nulla, si direbbe, perché le Regioni adesso potranno sì fare una legge sulle aree idonee ma non potranno fare altro che individuarne altre rispetto a quelle che, per i criteri nazionali, lo sono già senza bisogno di ulteriori norme".
"E’ in questo contesto che abbiamo appreso l’avvio della procedura propedeutica agli espropri per i BESS, cioè quei container pieni di batterie che se, da un lato, sono sempre in qualche misura necessari insieme alle rinnovabili, che avendo una produzione imprevedibile necessitano di un accumulo per poter fornire l’energia in ogni momento, dall’altro hanno un innegabile impatto negativo sul territorio sotto diversi profili e richiederebbero dunque anch’essi una programmazione accurata e complessa. Di fronte ad una situazione così drammatica, dunque, il nostro impegno è concentrato nel dialogo con i vari interlocutori politici a partire dai nostri rappresentanti regionali, a maggior ragione in questo delicato momento di passaggio tra l’approvazione in giunta regionale della proposta di legge sulle aree idonee e l’approvazione definitiva della stessa da parte del consiglio regionale. Pur sapendo di non avere in mano la bacchetta magica saremo al fianco della nostra comunità in questa battaglia per difendere il diritto al futuro nel nostro territorio", hanno concluso.