"Il ridimensionamento di Metinvest dal progetto della nuova acciaieria di Piombino ci mette di fronte a scelte forti, coraggiose e collettive. Dopo anni di attese, rinvii e incertezze, non possiamo permettere che il futuro di un intero territorio, di 1.400 lavoratori in cassa integrazione dal 2009, delle loro famiglie e di tutto l'indotto venga nuovamente azzerato”. È quanto dichiarano in una nota congiunta Emiliano Fossi, segretario PD Toscana, Bernardo Giannoni, segretario PD Val di Cornia, Fabio Cento, segretario PD Piombino, Alessandro Franchi, segretario PD Livorno e consigliere regionale, Marco Simiani, deputato dem, e Bernardo Taddei, segretario GD Toscana.
“Il Governo ha dichiarato questo investimento strategico per il Paese: adesso deve dimostrarlo con i fatti. Come Partito Democratico rilanciamo con forza la proposta già avanzata nelle nostre Direzioni congiunte: lo Stato entri direttamente nel progetto industriale, assumendosi la responsabilità di realizzarlo e finanziarlo, ma anche di garantire la bonifica e la riqualificazione delle aree industriali, oltre ai necessari e non più rinviabili interventi manutentivi sugli impianti. - hanno spiegato nella nota - Non chiediamo un intervento emergenziale o l'ennesima soluzione al ribasso, ma una vera politica siderurgica nazionale che tenga insieme Piombino, Taranto e Genova, garantendo capacità produttiva, occupazione e sostenibilità ambientale. Il futuro dell’acciaio italiano e di migliaia di famiglie non può essere lasciato alle sole decisioni del mercato. Siamo e saremo al fianco dei lavoratori in sciopero e delle organizzazioni sindacali: il Governo non si sfili e si assuma le sue responsabilità subito” hanno concluso.
"Il Ministro Urso per mesi ha raccontato a lavoratori, sindacati, istituzioni locali e a tutto il territorio una storia di rilancio industriale, presentando l'investimento Metinvest come la svolta per Piombino e per la siderurgia italiana. - ha rincarato il deputato Simiani - Il ministro ha illuso un territorio che da anni aspetta risposte e che non può permettersi l'ennesima promessa mancata. È il fallimento totale del Governo Meloni e del Ministero delle Imprese, incapaci di garantire una prospettiva industriale e occupazionale. Adesso non bastano altre otto settimane di verifiche, nuovi tavoli e dichiarazioni di circostanza. Piombino ha bisogno di certezze, di un progetto industriale credibile e di risorse garantite".