Mentre arrivano segnali positivi per quanto riguarda la tutela del suolo agricolo con la sentenza della Consulta (la n°127 del 16 luglio 2026) che conferma la legittimità delle limitazioni al fotovoltaico a terra nelle aree agricole, il territorio continua a tenere accesi i riflettori sulla questione legata alla transizione energetica.
“La sfida - ha sottolineato Cinzia Pagni, Cia Etruria - non è scegliere tra agricoltura ed energia ma costruire un modello nel quale la produzione di energia rafforzi la competitività delle aziende agricole, rispettandone la funzione primaria: produrre cibo, tutelare il territorio, creare valore nelle comunità rurali. Cia è pienamente consapevole della necessità di accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili per raggiungere gli obiettivi Ue, specie alla luce delle sempre più frequenti e intense ondate di calore e degli eventi climatici estremi e allo stesso tempo - ha aggiunto - la transizione energetica può diventare una concreta opportunità di sviluppo per le imprese agricole, senza sottrarre terreno alla produzione di cibo e valorizzando il ruolo strategico degli agricoltori. Ora occorre completare e semplificare il quadro normativo favorendo la diffusione dell’agrivoltaico sostenibile e consentendo agli agricoltori di essere protagonisti della transizione energetica senza rinunciare alla produttività agricola e alla sicurezza alimentare nazionale”.
Proprio nei giorni scorsi l’europarlamentare Dario Nardella insieme alle sindache di Campiglia Marittima e Suvereto, Alberta Ticciati e Jessica Pasquini ha visitato alcune aziende Cia Etruria della Val di Cornia. Un incontro durante il quale la Confederazione ha chiesto maggiore attenzione ai temi legati all’agricoltura, come l’agrivoltaico e, in particolare, il reddito dei produttori.
“L’agricoltura italiana - ha ribadito Pagni - sta vivendo un periodo di grande affanno cui, purtroppo, non si sottraggono neppure le produzioni locali. Oltre al problema dell’agrivoltaico è tempo di affrontare e risolvere quello dell’esiguo reddito agricolo. Un gap da colmare se non si vuole andare incontro alla chiusura di molte, troppe aziende con l’inevitabile conseguenza di una trasformazione radicale del territorio in cui viviamo”.
Nardella ha sottolineato come l’esperienza degli agricoltori aderenti a CIA Etruria abbia consentito di fare una valutazione oggettiva sui punti di forza e sulle difficoltà che impattano su questo territorio.
“Tra queste ultime - ha detto - la più urgente è legata alla gestione degli impianti fotovoltaici: occorre un vero coordinamento tra i sindaci delle comunità locali e gli agricoltori che ogni giorno lavorano la terra. La legge nazionale, infatti, non tiene conto di questa necessaria collaborazione e traccia delle varie e proprie autostrade senza controlli per l’installazione generalizzata di impianti. Noi siamo favorevoli agli investimenti in fonti rinnovabili ma questo - ha spiegato - deve essere fatto con gli agricoltori e non contro di loro o senza di loro. C’è poi da rafforzare gli strumenti di supporto alla valorizzazione delle filiere di qualità che, dal vino ai pomodori, qui sono molto presenti. Per questo faremo tesoro di questa visita per presentare emendamenti specifici al nuovo regolamento della PAC post 2027. Manterremo attivi i canali con la CIA - ha concluso l’europarlamentare - per individuare soluzioni comuni a tutti i problemi che ci sono stati illustrati, inclusi quelli della scarsa redditività e della promozione delle filiere”.