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mercoledì 17 luglio 2019

Lavoro mercoledì 20 settembre 2017 ore 13:37

Aferpi, la fabbrica è a un bivio

L'incontro al Mise (Foto: Ilaria Landi su Facebook)

I sindacati al tavolo ministeriale hanno ricevuto gli aggiornamenti sulle sorti dello stabilimento siderurgico. Rosa di compratori? Meglio un accordo



PIOMBINO — Poco più di un'ora al Ministero dello Sviluppo economico e il quadro è chiaro, almeno per quanto riguarda l'inaffidabilità di Issad Rebrab e del progetto siderurgico di Cevital per lo stabilimento Aferpi a Piombino. 

"Si è trattato di un incontro interlocutorio, ma il primo elemento positivo è che tutte le parti convengono sul fatto che l'imprenditore algerino Issad Rebrab sia inaffidabile", a dirlo è Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom Cgil, all'uscita dell'incontro al Mise spiegando che da adesso in poi sarà l'addendum a segnare le sorti dello stabilimento con la data del 31 ottobre considerata decisiva. Se entro ottobre Cevital non avrà presentato il partner industriale si prospetterà la risoluzione del contratto (leggi l'articolo correlato).

Dopo l'incontro della scorsa settimana con l'amministratore delegato Aferpi, il ministro Carlo Calenda prevede di incontrare i vertici di Cevital e poi i sindacati per metà ottobre per fare nuovamente il punto della situazione.

"Ci è stato confermato che le imprese interessate allo stabilimento sono diverse, ancora però non si conoscono i loro piani industriali e quelli relativi alla salvaguardia occupazionale", ha fatto sapere il segretario Fim-Cisl di Piombino Fausto Fagioli

"Il Mise sta vagliando una rosa di compratori, tra cui il gruppo Jindal, interessati all'acquisto se Cevital dovesse risultare inadempiente", ha spiegato il segretario nazionale Uilm Rocco Palombella. Come confermato da Lorenzo Fusco della Uilm di Livorno la vertenza Aferpi si trova a un "bivio definitivo", anche se per la Uilm è auspicabile un accordo tra Cevital e un possibile partner "per salvaguardare tutta l'occupazione ed inoltre per evitare disastrosi ritardi ed ulteriori perdite di mercato e clienti".



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