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martedì 18 giugno 2019

Politica martedì 04 luglio 2017 ore 11:30

Chiusura del canile, il Comune ha il suo ruolo

Manifestanti davanti al canile di Piombino

Per Un'altra Piombino, con il corteo in difesa dei cani, si è offerto un asset all'Amministrazione per uscire positivamente dalla questione canile



PIOMBINO — "Pur comprendendo e condividendo le sincere preoccupazioni e la totale buona fede degli organizzatori e dei partecipanti al corteo di ieri contro la chiusura de canile, non possiamo esimerci dal sollevare alcuni interrogativi", così ha esordito la lista civica Un'altra Piombino in merito alla manifestazione che si è svolta in città per difendere i cani prossimi al trasferimento (leggi gli articoli correlati).

"C'è stata una sentenza del tribunale con relativa ordinanza, pertanto la richiesta di prorogare la permanenza dei cani nell'attuale canile che significato può avere? Una soluzione di questo tipo non è più nelle disponbilità nè del Comune nè del querelante, per cui il corteo finisce nei fatti, e al di là della buona fede dei partecipanti, con l'offrire all'amministrazione comunale un asset per cercare di uscire dignitosamente da un vicolo cieco in cui si è cacciata a causa di una gestione inadeguata perseguita da anni e al contempo con il riproporre l'additamento del querelante intransigente come responsabile ultimo dello spostamento forzato dei cani".

Perché il Comune non si è mosso in tempo? O addirittura prima della causa intentata nel 2015 e vinta da un residente nelle vicinanze del canile?

"Esiste un progetto per un nuovo canile fin dal 1995: ci sono state offerte di costruzione di un nuovo canile a costo zero per il Comune, respinte. Anni di inettitudine ostinata. - ha ricordato la consigliere Carla Bezzini - Non solo. Mentre si pensava allo spostamento del canile già dall’anno 1995, con impegno di soldi pubblici per progettazioni e studi di fattibilità, si sono buttati via centinaia di migliaia di euro in un canile fatiscente e non a norma per averne l'accreditamento, sapendo che gli strumenti urbanistici imponevano la delocalizzazione di quella struttura, tanto che si rilasciavano concessioni edilizie per insediamenti residenziali in prossimità di un canile che si sapeva essere privo delle necessarie opere di insonorizzazione. Una sfilza di errori e contraddizioni davvero imbarazzante!" (leggi l'articolo correlato).

Dal 2015 a oggi si sarebbero succedute una serie proposte per arrivare a una soluzione condivisa da tutti e non in extremis, tutte respinte.

"Tutto ciò è inaccettabile: eticamente, politicamente, amministrativamente e risulterà molto oneroso per le tasche dei cittadini che dovranno accollarsi le ingenti spese giudiziarie, appesantite dal reclamo, oltre al notevole costo del nuovo canile, in un momento tanto critico per la città", ha concluso Un'altra Piombino. 



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