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Attualità venerdì 09 ottobre 2015 ore 15:36

L'appello delle (future) madri per Villamarina

Un gruppo di giovani donne ha scritto a Rossi, Saccardi, Porfido e Giuliani per chiedere il mantenimento del punto nascita a Piombino



PIOMBINO — Si chiamano Marta, Valentina, Annalisa, Désirée, Giulia, Silvia, Marta, Maria Giulia, Martina, Monica, Teresa, Rodiba, Nunzia, Marilena, Sara, Laura e tutte le altre future mamme del corso di accompagnamento alla nascita di Piombino.

Sono loro che hanno scritto ai vertici di Comune, Asl e Regione per chiedere che i loro bambini possano nascere nell'ospedale che le ha seguite fin da quella prima diagnosi che ha cambiato loro la vita. Le (quasi) madri chiedono che anche altre donne possano avere quell'attenzione che hanno avuto loro. Ecco il testo integrale della lettera:

"Presidente Rossi, assessore Saccardi, direttore Porfido, sindaco Giuliani - scrivono - siamo il gruppo di future mamme della Val di Cornia che frequenta il corso di preparazione alla nascita presso il consultorio familiare Città Nuova a Piombino e scriviamo per chiedere il mantenimento del punto nascita dell'ospedale di Villamarina a Piombino. 

Per tutte noi, per i nostri bambini e per i nostri compagni e mariti, la chiusura non ha ripercussioni nell'immediato, perché nel giro di poche settimane tutte noi di questa edizione del corso daremo alla luce i nostri bambini, ma la chiusura del punto nascita dell'ospedale di Villamarina ci tocca comunque da vicino. 

È in quell'ospedale che molte di noi hanno avuto la conferma di essere in attesa di un bambino, è in quell'ospedale che abbiamo iniziato la nostra avventura lungo il delicato ed entusiasmante, e per certi versi anche difficile e faticoso, percorso della gravidanza. È in quell'ospedale che tante di noi sono corse nell'urgenza di un'assistenza, o nei momenti più duri di una gravidanza a rischio. È in quell'ospedale che abbiamo riso di gioia e di speranza, che abbiamo pianto di paura e di ansia, che abbiamo ricevuto supporto, competenza, professionalità. 

È lì che ci sentiamo al sicuro ed è lì, nel punto nascita dell'ospedale di Villamarina, che tutte noi abbiamo deciso di far nascere i nostri bambini, nonostante i rischi per la sicurezza da voi addotti, che ne motiverebbero senza appello la chiusura e il conseguente trasferimento all'ospedale di Cecina. Il nostro è un atto di fiducia verso un ospedale, un reparto, un punto nascita. Lo stesso atto di fiducia lo chiediamo a voi. 

Vi chiediamo di credere nel punto nascita di Piombino, vi chiediamo di investire invece che tagliare risorse, vi chiediamo di dotarlo di servizi invece che di smantellare pezzo dopo pezzo l'esistente, fino a renderlo davvero inoperoso. 

Non nascondete le conseguenze della chiusura del punto nascita assicurando il mantenimento della diagnostica prenatale e dei servizi a essa correlati: altre chiusure dei punti nascita in Toscana, come quello di Orbetello, solo per fare un esempio, hanno portato a un progressivo, quanto rapido e inesorabile, impoverimento dei servizi offerti, a una drastica riduzione dell'assistenza, fino alla mancanza perfino di strumentazioni di base, che rendono inutile, se non una vera e propria perdita di tempo prezioso nei casi di emergenza, recarvisi. 

È una questione di numeri? Investite, ad esempio dotando il punto nascita di un medico sempre presente in orario notturno invece che reperibile - questo è uno dei motivi, immaginiamo forse a torto dettato dalle solite leggi di budget che impongono tagli, per cui molte partorienti scelgono di recarsi a Cecina invece che a Piombino - e vedrete che il numero dei parti salirà e raggiungerà la quota stabilita dalla delibera regionale 1235. 

La stessa delibera fa salve le eccezioni in base alla collocazione geografica e non dobbiamo certo ricordarvelo noi che Piombino ha un'unica strada di uscita, congestionata e bloccata per l'intera stagione estiva dai flussi turistici da e per l'isola d'Elba, e per tutto l'anno da incidenti stradali anche banali, visto che a cadenze regolari questo enorme limite infrastrutturale sale in cima alla vostra agenda di governo. 

Se è davvero la sicurezza di mamme e di nascituri che guida le scelte in merito alla chiusura del punto nascita, non esponeteci a rischi evitabili e impegnatevi perché il reparto e il punto nascita esistenti diventino delle eccellenze". 



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