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mercoledì 11 dicembre 2019

Attualità lunedì 18 novembre 2019 ore 18:51

A Rimateria non bastano le sole bonifiche

Il sindaco Ferrari e l'assessora Bezzini fanno il punto dopo l'assemblea di Asiu e la proposta di modifica del piano industriale



PIOMBINO — “Mentre la Giunta regionale adottava il parere tecnico del Nurv, Rimateria diceva a chiare lettere che non sarà possibile occuparsi delle bonifiche e della messa in sicurezza dell’impianto con i soli conferimenti di rifiuti siderurgici”. Il sindaco di Piombino Francesco Ferrari e l'assessora all'Ambiente Carla Bezzini sono intervenuti dopo l'assemblea di Asiu di lunedì 18 novembre.

“Oggi – hanno aggiunto – Rimateria ha proposto una modifica del piano industriale mettendo sul tavolo due idee, perché non hanno le caratteristiche per essere definite progetti, costruite senza il supporto di dati tecnici e finanziari: è impensabile prendere una decisione senza i necessari strumenti per fare una valutazione sulle reali conseguenze. In ogni caso, ci è stato detto chiaramente che Rimateria non può sopravvivere alle condizioni poste dalla Regione: i soli rifiuti siderurgici e da bonifiche non permetterebbero all’azienda di accantonare le risorse per la messa in sicurezza e il post mortem. Per questo, entrambe le proposte avanzate dalla società implicano il conferimento di categorie di rifiuti organici, certamente non provenienti dalla sola Val di Cornia, riproponendo così il problema odorigeno. In pratica, al netto delle dichiarazioni della Regione, Rimateria non può assolvere al compito che secondo il Pd giustifica la concessione del raddoppio dei volumi". 

"Torniamo a ribadire che non si può pensare di affrontare i problemi di Piombino come questioni sconnesse l’una dall’altra: Rimateria, le bonifiche, la siderurgia, il rilancio economico e sociale sono tutti aspetti che devono essere affrontati in un’ottica che li metta in relazione l’uno con l’altro. - hanno sottolineato - Solo così, con un progetto complessivo, potremo andare a bussare alla porta delle istituzioni per chiedere aiuto, risorse e investimenti. Serve uno sguardo nuovo e non è mettendo vincoli, clausole e limitazioni al progetto di sempre, che poi sistematicamente vengono aggirate, che si può pensare di risollevare le sorti del territorio. Comprendiamo la rabbia e la preoccupazione dei dipendenti di Rimateria che oggi protestavano fuori dalla stanza dove ci stavamo riunendo".

"La questione occupazionale sicuramente esiste, è innegabile, e certamente è un aspetto da prendere in considerazione nella valutazione sul futuro di Rimateria. - hanno ribadito e concludono - Solo con la riconversione di Rimateria e con un piano industriale che inizi a parlare di trattamento dei rifiuti e di bonifiche, potranno essere salvaguardati i posti di lavoro e la società essere considerata concretamente funzionale al territorio. Si continua a proporre soluzioni parziali che non tengono conto di tutti i fattori: non possiamo credere di poter veramente uscire da questo stallo senza cambiare punto di vista”.



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