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martedì 22 ottobre 2019

Lavoro mercoledì 07 marzo 2018 ore 17:33

Acciaieria, Fiom fa il punto su altoforno e lavoro

Dagli iscritti Fiom il punto e le prospettive per l'acciaieria dopo la firma tra Cevital e Jindal. Rimane l'opzione amministrazione straordinaria



PIOMBINO — Si è riunito il comitato iscritti Aferpi e Piombino Logistics alla presenza della segreteria Fiom Cgil Provinciale. Un incontro necessario per definire la loro posizione riguardo la vertenza sullo stabilimento siderurgico piombinese. 

"La firma del Memorandum Of Understending da parte di Jindal e Cevital fa sì che si possa guardare al futuro con il dovuto cauto ottimismo, ma soprattutto ci permette di non rimanere prigionieri di un recente passato che avrebbe portato alla chiusura definitiva del secondo polo siderurgico italiano, ma deve essere molto chiaro che questo non rappresenta la definitiva soluzione dei problemi di Piombino. - si legge in una nota diffusa sui social - Così come il nuovo soggetto non rappresenta il salvatore della Patria semmai molto più semplicemente un imprenditore che cogliendo una opportunità intraprende e persegue un suo legittimo interesse".

Per questa delicata fase di passaggio è richiesta razionalità, pragmatismo e coraggio, questo lo hanno detto e ribadito dalla Fiom. 

"Attenderemo la conclusione della Due Diligence e della chiusura definitiva da parte di Jindal e Cevital, auspichiamo che questa operazione venga conclusa il prima possibile e in ogni caso entro i termini annunciati, per garantire il rispetto delle tempistiche che sono state definite in sede ministeriale".

A questo punto, però, per la Fiom è indispensabile discutere del Piano industriale e necessario rimettere in marcia i treni di laminazione per garantire le forniture, ma soprattutto tornare a produrre acciaio.

"Riguardo alla produzione di acciaio - si legge nella nota - il comitato degli iscritti esprime una posizione netta, riteniamo necessario far ripartire l’altoforno effettuando un revamping con le tecnologie richieste dalle norme legislative attuali che regolamentano l’ambiente, la salute e la sicurezza dei lavoratori e della cittadinanza. Relativamente alla acciaieria, si comprende che sia per quanto riguarda una miglior compatibilità con l’indirizzo di sviluppo della città sia per un migliore sviluppo industriale, logistico e strutturale dello stabilimento, è quello di costruire una nuova acciaieria con le colate continue in linea ai treni di laminazione, lontane dal centro città. Ma è pur vero - hanno aggiunto - che una ripresa transitoria delle attività di acciaieria utilizzando l'attuale collocazione, garantita nonostante le previsioni dell'attuale variante urbanistica, è la formula che garantisce l'accorciamento drastico dei tempi per tornare a produrre e colare acciaio; per altro allineando i tempi del revamping dell'Afo e la sua pronta rimessa in produzione di ghisa".

Questo quanto richiesto al nuovo imprenditore, le aspettative e il punto sulla questione salute della Fiom che ricorda al Governo l'impegno per le bonifiche. Per far questo servono tempistiche, piani d'azione per step anche per la logistica e quantificazione degli occupati.

"Siamo e restiamo fiduciosi che l'operazione di vendita si concluda nei tempi annunciati, ma rivendichiamo, in caso contrario, - hanno concluso - la messa immediata in nuova amministrazione straordinaria attraverso il deposito immediato al Tribunale di Livorno dell'istanza di insolvenza prospettica ad opera del Governo (di qualunque segno sia)".



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