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Lavoro lunedì 08 maggio 2017 ore 18:09

Con Rebrab non è finita, sì ad altri investitori

Fine annunciata o le ipotesi di possibili nuovi investitori possono far proseguire il progetto Aferpi? Per Anselmi è ora il momento di farsi avanti



PIOMBINO — L'approfondimento de Il Sole 24 Ore dedicato alle acciaierie di Piombino apre nuove riflessioni sulla vicenda Aferpi, specie dopo la risposta di Issad Rebrab alla lettere di messa in mora inviatagli dal governo. 

Stando al principale quotidiano economico-finanziario Rebrab avrebbe tra gli obiettivi il recupero dei 100 milioni di euro impiegati e l'intenzione di usare i lavoratori come leva affinché il governo garantisca la liquidità per far ripartire la fabbrica.

Interviene l'ex sindaco si Piombino Gianni Anselmi, ora consigliere regionale e presidente della Commissione Sviluppo economico in Regione. 

"Sono preoccupato a prescindere di quelle che sono le considerazioni giornalistiche. - ha detto Gianni Anselmi all'agenzia Dire a margine di un convegno a palazzo Pegaso  - La questione è complessa a prescindere da quello che scrive la stampa. I nodi che sono da sciogliere sono in mano al ministero". 

All'annuncio della risposta di Rebrab si sono susseguite una serie di ipotesi che vedrebbero riemergere gli interessi di Jindal come possibile partner d'investimento e quelli di British Steel non ancora del tutto sopiti. 

Secondo Anselmi, si tratta "non necessariamente di cacciare Rebrab, ma di capire quali sono i soggetti, se si parla di siderurgia, realmente intenzionati a intervenire su Piombino e ad aprire una partnership con Rebrab". Infatti, lo strappo del progetto di Aferpi è stato sin dall'inizio ritenuto pericoloso e aprire un conflitto legale affosserebbe una volta per tutte l'acciaieria piombinese.

Al di là delle varie ipotesi e riflessioni, è arrivato il momento affinché le istituzioni e i gruppi interessati competenti si facciano avanti, "si palesino - ha detto, infine - e si apra un tavolo in cui si discute di come questi soggetti intervengono, cosa fanno, con quali tempi e con quali strumenti finanziari".

Intanto martedì si terrà il consiglio di fabbrica e sarà l'occasione per fare il punto sulla situazione dopo la risposta di Rebrab.



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