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martedì 12 novembre 2019

Attualità sabato 18 maggio 2019 ore 17:00

Ciclabile per Baratti, "debolezze di fondo"

Il Wwf raccoglie l'appello dei proprietari dei terreni espropriati. Il Comitato per Campiglia condivide le osservazioni. Appello alla Soprintendenza



PIOMBINO — "Un gruppo di abitanti della zona di Baratti, ha contattato il Wwf Livorno, per chiederci un parere sul progetto della pista ciclopedonale che dovrebbe collegare la rotatoria su via della principessa al parcheggio di Baratti 1. I cittadini, alcuni dei quali vedranno espropriarsi un pezzo di terreno, sono indignati e sorpresi per non essere stati coinvolti nel progetto dall'Amministrazione comunale", così il Wwf locale è intervenuto in merito alla questione della ciclabile per Baratti e ai relativi dubbi esternati dai proprietari dei terreni espropriati. 

L'associazione ambientalista sulla base della documentazione disponibile ha rilevato "alcune debolezze di fondo del progetto". Tra queste, hanno spiegato in una nota "visto che la Regione Toscana ha previsto la Ciclopista Tirrenica all'interno del suo programma di mobilità sostenibile, sarebbe stato più sensato, completare prima il tracciato principale e poi successivamente discutere le varianti secondarie".

Emerse altre questioni: "Su tutto il sito di Baratti vigono dei rigidi vincoli paesaggistici ed archeologici, volti a tutelare la sua importanza e pertanto un coinvolgimento della cittadinanza e delle Associazioni poteva dare tutta un'altra impronta al progetto stesso. Chi vive in zona, parla di altre strade bianche da poter sfruttare ed inserire nel progetto. Addirittura ci sarebbe stata la possibilità di sfruttare i terreni pubblici sul lato destro della strada di accesso a Baratti; questo porterebbe ad abbassare i costi dell'opera e limitare i contenziosi con i privati. - e ancora - Stando così le cose, la prima impressione che si ricava, è quella di un progetto fatto passare di utilità pubblica, ma in realtà a servizio della proprietà privata di Poggio all'Agnello, che ne beneficerà comunque, al di là del completamento della ciclopista tirrenica principale. Completare l'asse portante della ciclovia, prima dei rami secondari, servirebbe ad evitare il rischio di speculazioni personali da parte di privati. Ci auguriamo - hanno concluso - che il passaggio in Regione e agli uffici della Soprintendenza porti in risalto i punti critici e che faccia fare un passo indietro all'Amministrazione per poter ridiscutere il progetto con tutti gli interessati, pubblici e privati, in un vero confronto pubblico e trasparente". 

E proprio alla Soprintendenza si è rivolto anche il Comitato per Campiglia che condivide le osservazioni presentate in Comune dai proprietari e conduttori dei terreni interessati dall'esproprio.



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