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giovedì 01 settembre 2016

Attualità lunedì 18 gennaio 2016 ore 18:55

Aferpi, lunga attesa, grandi aspettative

I sindacati ripongono fiducia per l'attuazione del piano industriale e per l'acquisto del forno elettrico. Male per Minoranza sindacale - Camping Cig

PIOMBINO — Il consiglio di fabbrica si è svolto e ancora una volta è emersa la necessità di vedere al più presto realizzati gli impianti annunciati per l’Aferpi. I lavoratori, assieme ai segretari provinciali di Fim, Fiom, Uilm e le Rsu di fabbrica, hanno discusso sul futuro dell’azienda nel corso di un incontro durato circa quattro ore.

Tra gli argomenti trattati anche la questione legata all’acquisto del forno elettrico; acquisto che doveva essere annunciato durante l’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, inizialmente previso per il 19 gennaio e poi slittato all’11 febbraio.

I progetti saranno realizzati, confida Vincenzo Renda, segretario della Uilm di Livorno, ma i ritardi rispetto al cronoprogramma sono notevoli”. Per questo tutti riservano grandi aspettative per l’incontro di febbraio. “Ci aspettiamo che al prossimo incontro al Mise l'azienda ci fornisca i dati tecnici della tipologia del forno elettrico e i documenti che attestino la lettera di intenti, a garanzia dell'acquisto del forno stesso. – prosegue Renda – Per quanto riguarda invece la questione del tfr ancora da liquidare ai lavoratori Aferpi ed Ex Lucchini, il 26 gennaio, sempre al Mise, ci sarà un incontro tra i vari ministeri in cui finalmente sarà fatta chiarezza anche su questo aspetto: sono sei mesi infatti che i lavoratori attendono di ricevere quanto dovuto".

Sembrerebbe rientrata, invece, la proposta di una manifestazione con tutti i lavoratori davanti al Ministero delle Sviluppo Economico. Decisione che non garba a Minoranza sindacale – Camping Cig che non approva l’andamento della vicenda Aferpi. “Siamo profondamente delusi e preoccupati, - commentano - dobbiamo constatare che non sono bastate le circa 1200 firme raccolte tra i cittadini di Piombino per poter far reagire il sindacato. Adesso, comprendiamo perché il sindacato non ha nemmeno risposto alla nostra richiesta di svolgere il consiglio di fabbrica in seduta aperta. Un sindacato che a nostro avviso si adegua alla logica del rimandare e si posiziona sulla difensiva”.

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