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giovedì 21 marzo 2019

Politica venerdì 26 ottobre 2018 ore 18:40

Discarica, anche le opposizioni scendono in piazza

Uno scatto della manifestazione di un mese fa

In una nota le forze politiche di opposizione hanno spiegato le motivazioni che li spingono a scendere in piazza contro i progetti Rimateria



PIOMBINO — Il Comitato Salute Pubblica è pronto a tornare in piazza e manifestare contro il progetto Rimateria, l'ampliamento della discarica e la vendita di nuove quote ai privati. Una manifestazione che arriva a un mese dalla prima ondata di dissenso che ha portato tantissime persone in piazza Cappelletti a Piombino (leggi qui sotto gli articoli correlati).

L'argomento è dei più spinosi, con tanto di sindaco che promette querela e società che replica alle varie esternazioni che si stanno rincorrendo in queste ore. Polemica nella polemica la posizione assunta dalla lista Spirito Libero, forza di coalizione a sostenta della maggioranza.

Le forze di opposizione hanno le idee chiare. Ascolta Piombino, MoVimento 5 Stelle, Un'Altra Piombino, Ferrari Sindaco, Rifondazione Comunista aderiranno alla manifestazione ed invitano tutta la cittadinanza a partecipare. In una nota hanno spiegato le ragioni che spingono le opposizioni a manifestare e protesta con convinzione.

"Il 29 Novembre 2016, Rimateria si presentò ai consiglieri comunali con un documento su cui vi era scritto: 'non è in programma alcun nuovo sito di discarica'. Nel 2018 Rimateria presenta un’istanza di avvio del procedimento di valutazione ambientale Via, relativa a: al punto 3 Progetto definitivo della nuova discarica su Area Li53. - hanno ricordato - La Li53 è un sito di discarica industriale che presenta criticità ambientali e per la quale era stata avviata un’istruttoria coordinata dalla Regione per l’individuazione dei responsabili; la quale ha individuato i soggetti cui imputare gli obblighi di bonifica, quali Fintecna spa e Lucchini spa oggi in amministrazione straordinaria. La delibera regionale, in seguito è stata impugnata da una sentenza del Tar, che ne stabilisce un difetto di competenza della Regione nei confronti del Ministero dell’Ambiente. Sentenza che non risolve le responsabilità e gli obblighi di bonifica; paradossale il fatto che un territorio che ha subito una discarica si debba prendere in carico anche l’onere della sua bonifica, ma sopratutto che quest’onere ci costi 2,8 milioni di metri cubi di conferimenti di rifiuti. La questione industriale, più volte invocata da Rimateria, poggia soltanto sulla presunzione di una futuribile ripresa dell’attività siderurgica, tutta da individuare, soprattutto nell’organizzazione dei siti di stoccaggio e raccolta, che potrebbero essere anche interni al sito industriale.  - hanno aggiunto - Tutto questo parte dal buco di bilancio lasciato da Asiu, che poteva essere riassorbito soltanto attraverso nuovi conferimenti. Ma l’appetito vien mangiando, e quando probabilmente sarebbe bastato solo un parziale ampliamento di 500 mila metri cubi; perché non andare a 2,8 milioni? Il famoso buco di bilancio ha sempre presentato un mistero sulla sua entità precisa, anche questo è un bel problema, soprattutto per come si è generato; sicuramente era ed è consistente, si stimava intorno ai 50 milioni. Questo deficit ha compromesso, evidentemente, anche l’ingresso di tutta Asiu impiantistica in Sei Toscana, cosa che avrebbe messo al sicuro anche le famiglie dei lavoratori. 

Se siamo qui oggi, a discutere se sia il caso di diventare un polo nazionale di raccolta dei rifiuti, oppure di dedicarci a economie più pulite, non è colpa dei piombinesi ma di chi ci ha governato in questi anni, e i protagonisti sono ancora quelli di oggi. - hanno commentato - L’accelerazione della vendita del secondo pacchetto azionario, contestualmente alla richiesta referendaria, non solo inficia uno dei due quesiti, ma è un evidente atto politico di rottura con la città. Il rispetto vuole reciprocità e trasparenza, ed è per questo che è importante sostenere i cittadini alla manifestazione di domani, noi ci saremo".



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