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giovedì 21 novembre 2019

Politica lunedì 02 ottobre 2017 ore 16:36

Così Gelichi smonta l'ipotesi altoforno

Oltre alle certificazioni, con piano e variante basati sul forno elettrico, secondo il consigliere Gelichi si dovrà rimettere tutto in discussione



PIOMBINO — "Pensavamo ormai consolidata l’idea di allontanare la fabbrica dalla città", così il consigliere e portavoce di Ascolta Piombino Riccardo Gelichi riapre il capitolo fabbrica, altoforno e Variante Aferpi alla luce dell'ultimo incontro al Ministero dello Sviluppo economico durante il quale nessun progetto è stato presentato (leggi l'articolo correlato).

"Almeno poniamoci una domanda, si può riprendere un’attività industriale prima di avere tutte le certificazioni in regola? La risposta è no, non si può fare. - e ha spiegato - Non solo serve l’attuazione di tutte le onerose prescrizioni Aia, Autorizzazione integrata ambientale, chiaramente sulla base di un progetto. Insieme all’Aia sarebbe necessaria anche una Via, Valutazione di impatto ambientale, per mettere gli impianti in esercizio. I tempi? Se va bene due anni, solo per l’acquisizione dei nuovi titoli". 

Secondo Gelichi parlare di riaccensione dell'altoforno vorrebbe dire rimettere tutto in discussione dal momento che l'accordo di programma e la documentazione prodotta, compresa la Variante, si sono basati sul piano industriale di Aferpi che prevede la realizzazione del forno elettrico.

"Se cambiasse il piano, dovrebbero conseguentemente cambiare le previsioni urbanistiche e anche in questo caso, passerebbe ancora del tempo. - ha aggiunto - A complicare ulteriormente le cose lo studio Irpet, che giudica non convincente il progetto agroalimentare per cui stanno per approvare una variante, iniziano anche i dubbi sulle concessioni alla Piombino Logistics" (leggi l'articolo correlato).

Per Gelichi a questo punto serve solo verità e concretezza. E conclude: "Più lunga sarà l’attesa, più numerose saranno le persone che ne subiranno le conseguenze".



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