QUI quotidiano online. Registrazione Tribunale di Firenze n. 5935 del 27.09.2013
PIOMBINO
Oggi 12°12° 
Domani 11°13° 
Un anno fa? Clicca qui
Qui News valdicornia, Cronaca, Sport, Notizie Locali valdicornia
domenica 26 gennaio 2020

Attualità domenica 15 dicembre 2019 ore 07:00

La scomparsa del Nanfi

Chiudono gli storici locali, l'attività prosegue nel marciapiede di fronte come tabaccheria. Su #tuttoPIOMBINO, testo di Gordiano Lupi



PIOMBINO — Passare da via Torino, un pomeriggio di quasi inverno, vento di ponente che soffia tra palme malate e palazzi, accanto al Bar Nanfi, angolo via della Repubblica, luogo storico della tua infanzia. E rendersi conto d’un tratto che non esiste più, un cartello giallo sulla serranda abbassata dice: ci siamo trasferito di fronte, ma di fronte c’è una tabaccheria moderna, mica il Nanfi.

Il tempo è passato ma i ricordi d’un bambino che da via Gaeta correva verso San Rocco, destinazione Campino degli Ulivi, non si cancellano, ché la sosta dal Nanfi era d’obbligo per far scorta di caramelle Sanagola e Pocket Coffee. Al Bar Nanfi si comprava il gelato, dopo aver giocato a pallone in un cortile di via della Repubblica o nel piazzale dell’Enel, dove viveva un amico d’infanzia. Al Bar Nanfi, da grandi, ci si dava appuntamento per uscire da Piombino, direzione San Vincenzo o Follonica, locali da ballo, spiagge della costa, far tardi, per ingannare la noia di giorni sempre uguali. Ci si vede dal Nanfi, era un modo di dire comune tra noi ragazzi degli anni Ottanta, ma sarà stato lo stesso anche prima, ché quel vecchio bar in fondo a via della Repubblica, verso il semaforo, credo ci sia sempre stato.

E poi il Nanfi non chiudeva mai, a ogni ora trovavi le sigarette alla tabaccheria, qualcosa da bere al bar, persino un giocattolo, un pallone, una cartolina da spedire, un francobollo, un pacchetto di caramelle, un Bacio Perugina. C’era di tutto dal Nanfi, emporio del sale e tabacchi del tempo perduto, bar non troppo elegante, memoria degli anni Cinquanta, simbolo d’un’Italia diversa, un’insegna mai cambiata, una tenda parasole mai sostituita, una serranda ossidata, il solito vecchio bancone passato di moda.

Arrivavano i bar moderni con pay-tv e salette da tè, i locali eleganti e sofisticati dove si vendevano paste vegane, le tabaccherie con sigarette elettroniche, i negozi di giocattoli digitali, ma il Nanfiresisteva. Palloni Super Tele reduci degli anni Sessanta in bella vista dentro reticelle ammuffite; amaro Isolabella, Oro Pilla, Punt & Mes dietro al bancone del bar come se il tempo non fosse passato; immaginare le Nazionali Esportazione, le Astor e le Pack non era difficile, faceva parte del sogno.

E adesso che tutto è svanito, vedi l’incanto sfiorire, sogno stemperato d’una vecchia Piombino che cambia, senza un altoforno, dove negozi cinesi prendono il posto di concessionarie, kebab rimpiazzano macellerie, il botteghino del lotto lascia il posto a un ufficio, arrotino e calzolaio sono mestieri estinti, mentre in lontananza odi una strana preghiera da una palestra riadattata a moschea, proprio dove trovavi il forno del Bonanni, mitico calciatore del Piombino in serie B, e la falegnameria del Della Lena.

Il Bar Nanfi è stato l’ultimo a cadere nella battaglia per la modernità, restiamo attoniti di fronte alla serranda abbassata, poi riprendiamo il cammino verso Salivoli e comprendiamo che forse non ci manca tanto la sua immagine decadente quanto una stagione che non può tornare.

Il Bar Nanfi è un ricordo perduto, come un granello di sabbia tra le pieghe del tempo, come un bicchiere di vino rosso versato da un fiasco impagliato una sera d’estate da Toni Fidenzio, come un ghiacciolo al limone dal gusto fiabesco che non sei più riuscito a trovare.

Gordiano Lupi
© Riproduzione riservata



Tag

Casoria, gruppo di ragazzine accerchia e picchia una coetanea: il video che fa discutere

Ultimi articoli Vedi tutti

Politica

Attualità

Lavoro

Politica