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venerdì 27 aprile 2018

Cronaca sabato 13 gennaio 2018 ore 13:03

Morti in corsia, Fausta per ore in tribunale

Fausta Bonino e Cesarina Barghini

L'avvocatessa Barghini dopo l'incidente probatorio: "Dalla perizia non emerge nessuna risultanza che conduca a Fausta Bonino"



PIOMBINO — Si è svolto l'incidente probatorio sulla perizia sulle cause di morte di 14 pazienti avvenute nell'ospedale Villamarina a Piombino nel 2016 per le quali era stata accusata l'infermiera Fausta Bonino (leggi qui sotto gli articoli correlati).

Stando a quanto è emerso, per i periti in quattro casi le morti sarebbero state causate da somministrazioni di maxidosi di eparina, mentre l'accusa sostiene che in tutti i 14 decessi oggetto dell'inchiesta della procura di Livorno e del Nas ci sia stata una somministrazione mortale di eparina. Proprio dalla perizia dovranno emergere aspetti medico-scientifici della vicenda e il pm Massimo Mannucci ha sentito i periti successivamente interrogati dagli avvocati di parte civile e dalla difesa.

"Come abbiamo sempre sostenuto, se è vero che c'è un killer, dalla perizia non emerge nessuna risultanza che conduca a Fausta Bonino. Potrebbe essere stato chiunque opera nell'ambiente", ha detto l'avvocatessa Cesarina Barghini, difensore di Fausta Bonino, al termine dell'incidente probatorio sulla perizia incaricata dal gip per spiegare le cause di morte di 14 pazienti. "Questa perizia ha evidenziato grandi lacune dell'indagine, che si è fossilizzata su Fausta Bonino, trascurando tutte le altre alternative che sarebbe stato logico percorrere. La perizia dice che qualcosa c'è stato, su quattro o cinque pazienti c'è stata una somministrazione indebita di eparina. Ma non ci sono elementi per risalire a Fausta". 

"Per il giudice, ora, il pm deve chiudere l''indagine perché l''incidente probatorio si è concluso. - ha aggiunto Barghini - A questo punto deve decidere se chiedere il rinvio a giudizio o meno. Chiaramente dopo due anni e mezzo di indagini lo chiederà e così ci troveremo di fronte ad un altro dei tanti casi irrisolti".

L'infermiera durante una pausa dell'incidente probatorio durata circa sette ore ha detto: "Sto seguendo la vicenda e spero che vada tutto bene. Io sono tranquilla perché non ho fatto nulla, quindi spero venga fuori la verità. Posso dire solo questo, sto aspettando la verità".



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