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Attualità mercoledì 10 maggio 2017 ore 16:05

Bonifiche, uno stop che fa male al territorio

Per la segretaria confederale Villa (Cgil Livorno), la sentenza del Tar relative alle bonifiche del sito Li053 porterà con sé non poche conseguenze



PIOMBINO — Dopo l'azzeramento da parte del Tar della procedura di bonifica del sito Li053 di Piombino da parte di Lucchini e Fintecna, è intervenuta Patrizia Villa, segretaria confederale della Cgil Livorno con delega a ambiente, territorio, salute e sicurezza.

"Lungi da noi interferire con le leggi del nostro paese, - ha detto - denunciamo però la lentezza e complicazione delle procedure di bonifica ambientale. Troppe volte ci siamo trovati di fronte a contenziosi che si protraggono negli anni con il conseguente blocco delle necessarie azioni di bonifica utili per il corretto utilizzo delle aree da parte di aziende che volessero investire sul nostro territorio, e alla mancata protezione della salute pubblica".

L'arrivo della sentenza a pochi mesi dalla soglia del termine procedurale per l'avvio del ripristino, secondo la segretaria Villa, genera un grave danno a Piombino e alla Val di Cornia che "non favorisce il lavoro legato alle bonifiche che rappresenta una valvola importante della ripresa del lavoro sul nostro territorio sul quale si è anche investito in formazione".

"Leggendo le varie delibere del Ministero dell'Ambiente balza agli occhi l'assenza in troppi casi del Ministero della Salute al quale chiediamo di fornirci una spiegazione in proposito. - ha aggiunto - Ci pare di trovarci di fronte ad un altro caso di mancanza di responsabilità solidale, appena superata con l'accoglimento della sua abrogazione negli appalti grazie ai quesiti referendari promossi dalla Cgil, in quanto le varie aziende che si sono succedute hanno operato molteplici trasformazioni inglobando il più delle volte l'esistente e rendendo difficile e lontano nel tempo individuare con precisione i responsabili". Da parte di Cgil Livorno il richiamo dei soggetti pubblici alle responsabilità dello stato ricordando che la Costituzione italiana riconosce il diritto alla salute definendolo un diritto fondamentale dell’individuo.



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