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venerdì 15 novembre 2019

Politica sabato 13 ottobre 2018 ore 09:48

Sulla fabbrica il Pd tira per la giacca il governo

La Federazione: "La sensazione è che l’aria intorno a Piombino e alla sua maggiore fabbrica sia cambiata. Decisamente non in meglio"



PIOMBINO — La Federazione Pd Val di Cornia e il Circolo delle Fabbriche Pd ha commentato in una nota gli ultimi sviluppi legati allo stabilimento siderurgico piombinese.

"'Lasciateli lavorare' è stato il mantra che, nei mesi che hanno seguito il 4 Marzo, zittiva ogni discussione. In una certa misura era anche condivisibile, se vogliamo, la necessità di valutare l'operato di un governo che aveva raccolto, nel totale, un così deciso consenso elettorale. - hanno esordito dal Pd - In questi mesi il grande lavoro portato avanti da Carlo Calenda e dal suo ministero per far uscire la nostra comunità dalla fase di stallo legata al naufragio degli ambiziosi progetti della ex proprietà algerina, ha subito una battuta di arresto preoccupante".

Il riferimento va al ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio che, secondo il Pd locale, ha completamento perso di vista la vertenza Piombino.

"Tutti i tavoli che si sono succeduti, fino al passaggio definitivo delle quote, non hanno mai visto la presenza del ministro. - hanno commentato - Tutte le richieste di convocazione da parte delle organizzazioni sindacali hanno avuto come seguito il silenzio assordante dell'esecutivo. Solo oggi, a distanza di mesi, c’è stata una convocazione per il 17 Ottobre a Roma. È stato necessario preannunciare una grande manifestazione dei lavoratori a Roma sotto il ministero per ottenerla, mentre gli ammortizzatori sociali sono ormai agli sgoccioli, senza peraltro avere la sicurezza che Luigi Di Maio sia presente a questo incontro".

Dall'incontro di mercoledì si aspettano una decisione politica sul futuro del territorio, dei lavoratori e delle loro famiglie.

"Gli operai di Aferpi usufruiscono di un regime di cassa integrazione straordinaria, studiata dal governo precedente, che permette di mantenere un livello salariale simile a quello del regime di Solidarietà. - hanno spiegato - Ad oggi però tutto tace e se questo strumento non verrà prorogato dal governo attuale per permettere di coprire il tempo necessario agli investimenti del nuovo imprenditore, a fine anno le buste paga subiranno una decurtazione di circa 250 euro con effetti devastanti sulle famiglie e sul commercio piombinese".

Questo governo crede o non nel rilancio dello stabilimento?

"Le notizie relative al bando per la fornitura di rotaie a Rfi, cronaca di questi giorni, fanno sorgere qualche dubbio sull'atteggiamento del ministro su Piombino. Solamente il 40 per cento della fornitura é andata ad Aferpi, mettendo nuovamente a rischio la continuità produttiva del prodotto con più alto valore aggiunto. - e hanno concluso - Ricordiamo le parole spese da Matteo Salvini qui a Piombino e rileviamo che sia singolare che un governo che fa del sovranismo un cavallo di battaglia, che parlava di nazionalizzazione, non batta ciglio nel momento in cui una fetta enorme (60 per cento) della produzione di rotaie viene affidata a stabilimenti esteri. È questa l'Italia agli italiani? Far viaggiare treni italiani su rotaie straniere?".



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