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martedì 10 dicembre 2019

Lavoro lunedì 23 aprile 2018 ore 16:20

"Territorio ostaggio di promesse"

Un territorio in attesa, quello della Val di Cornia, che cerca in tutti i modi di prendere in mano la situazione. Il punto di Ugl, Camping Cig e Usb



PIOMBINO — "Ancora nessuna certezza per il futuro di quello che un tempo era il secondo polo siderurgico italiano. Certo è comprensibile che un esperto del settore quale Jindal faccia tutte le valutazioni del caso ma sarebbe opportuno che i rappresentanti sindacali fossero coinvolti ed aggiornati sulle tempistiche e sulle difficoltà che oramai, chiaramente, esistono". Così le segreterie provinciali Uglm e Ugl terziario in merito alle sorti dell'acciaierie a Piombino.

Dopo gli ultimi incontri nei giorni scorsi al Ministero dello Sviluppo economico e in Comune, non sono trapelate ulteriori notizie oltre alle indiscrezioni dei giorni scorsi.

"Il confronto dovrebbe essere, intanto, con chi ancora oggi rappresenta un Ministero e sicuramente immediato quando e se ci sarà il nuovo Governo visto che oramai è chiaro: i tempi saranno lunghi. - hanno aggiunto - Le priorità dal canto nostro sono: allungare i tempi della sorveglianza da parte del Governo; esigere un piano governativo per iniziare le bonifiche del Sin e mettere in sicurezza gli impianti che sono a rischio; promuovere con la Regione Toscana azioni mirate come area di crisi complessa. Riteniamo che sia arrivato il momento di far sentire la voce di un territorio che da anni è ostaggio di promesse". 

A questo punto, per il sindacato è più che mai necessario avere un piano preciso "diversificazione e settori mirati per la piena occupazione ma anche per prospettive nuove di un territorio che sopravvive, per la maggior parte, di ammortizzatori". E proprio di ammortizzatori toccherà discutere, visto il dilatarsi dei tempi.

Sulla necessità di chiarezza si era espresso anche il Coordinamento Art.1 - Camping Cig che, a fronte di questo stallo, è tornato a rimarcare la possibilità di un intervento dello Stato. Convinti della situazione drammatica anche l'Unione sindacale di base: "Aferpi non si sa che fine farà, silenzio più assoluto, la Magona Arcelor mittal saltato il progetto di Arvedi per le nuove regole dell'Antitrust, e quindi, per il momento silenzio più assoluto, La Val di Cornia è veramente sul filo del rasoio, per il proprio futuro ma soprattutto per il futuro di migliaia di lavoratori".

Dina Maria Laurenzi
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